Nell’agosto del 1519, l’esploratore e navigatore portoghese Ferdinando Magellano salpò da Siviglia a capo di una flotta di cinque navi per tracciare la rotta occidentale verso l’Asia, evitando di circumnavigare l’Africa. La spedizione, che era sotto la protezione del re spagnolo, si rivelò difficile, drammatica e al limite delle capacità umane. Malgrado ammutinamenti e malattie che decimarono l’equipaggio, nel 1520 venne scoperto l’odierno Stretto di Magellano, a sud della Terra dei Fuochi, che aprì la strada per l’Oceano Pacifico. Dopo un altro anno di navigazione Magellano arrivò nelle odierne Filippine, dove trovò la morte il 27 aprile 1521 durante gli scontri con le popolazioni locali.

Magellan è diretto da Lav Diaz, regista filippino e punto di riferimento per il cinema d’autore orientale. Diaz è un autore amatissimo dai festival; ha vinto riconoscimenti importanti tra cui il Pardo d’Oro a Locarno, il Leone d’Oro nel 2016 alla Mostra del Cinema di Venezia e il Premio Alfred Bauer al Festival di Berlino. I suoi film, anche per la lunghezza di diverse ore, in Italia non hanno mai avuto una distribuzione regolare; neanche The Woman Who Left con cui vinse a Venezia.

Con Magellan – presentato in anteprima al Festival di Cannes del 2025 – Lav Diaz realizza un film probabilmente più fruibile; la durata di 164 minuti e l’aver scelto Gael Garcia Bernal come protagonista nei panni di Ferdinando Magellano, sono fattori che rendono il lungometraggio più proponibile nelle sale. Pur realizzato con un budget limitato, Magellan è un film epico e a suo modo avventuroso in cui la visionarietà e il coraggio che sta alla base dell’impresa si scontrano con la dura realtà del viaggio, delle sue difficoltà e delle debolezze e paure umane.

Ferdinando Magellano, come tutti i comandanti, sulle sue navi esercita il potere assoluto che è anche quello di decidere della vita o della morte di chi si è ammutinato o di chi veniva scoperto a commettere “atti sessuali contro natura”. Il vero messaggio di Magellan, tuttavia, non è solo la critica a figure dittatoriali ma è soprattutto la denuncia del colonialismo occidentale in Oriente e, in particolare, nelle Filippine; un colonialismo fatto di prepotenza militare ma anche di forzata conversione religiosa. Si tratta di temi che stanno molto a cuore a Lav Diaz, tanto da essere al centro anche di Let Us Through – Dear Ancestors, presentato al Festival di Venezia 2026.

Magellan è un’operazione cinematografica a suo modo ambiziosa (Diaz ha rivelato di aver girato materiale per un film di nove ore), impegnativa e a tratti troppo lenta ma senza dubbio affascinante anche se per un pubblico molto ristretto.

Stefano Radice

Clicca qui per rimanere aggiornato sulle nuove uscite al cinema

Clicca qui per iscriverti alla newsletter di Sentieri del cinema

Clicca qui per iscriverti al nostro canale Youtube