In Ma nuit Marion ha diciotto anni. Vive sola con la madre dopo la morte della sorella cinque anni prima. Lei stessa non ha pace anche se vive il lutto in modo molto interiore. Il giorno del compleanno della sorella, che la madre decide di celebrare invitando gli amici, Marion esce di casa decisa a passare la notte con alcuni amici. Nel suo girovagare per Parigi, incontra Alex, un ragazzo solo come lei e con cui ha più cose in comune di quanto sembri…

Ma nuit è il film di esordio di Antoinette Boulat che ha iniziato la sua carriera come direttrice di casting nel 1996. Da allora, ha lavorato in più di 120 film con registi importanti come Olivier Assayas, Leos Carax, Wes Anderson, Sofia Coppola, Emmanuelle Bercot, Benoît Jacquot, François Ozon, Mia Hansen-Löve, Lars Von Trier e Albert Dupontel. In questa opera prima la regista parte dal disagio e dalla sofferenza di Marion (molto brava Lou Lampros) per raccontare non solo la rielaborazione di un lutto ma anche il desiderio della protagonista, una ragazza di 18 anni, di trovare un senso e delle risposte alla propria vita. Nella prima parte del film la vediamo intrattenersi con le amiche e osservarle mentre provano a divertirsi ma lei non riesce a lasciarsi andare; preferisce guardarle e fotografarle. Stesso discorso anche durante una festa in una specie di discoteca; Marion è fisicamente lì ma con la testa è da un’altra parte. Quando vede la sua migliore amica vomitare in bagno per i troppi drink bevuti, decide che è troppo e se ne va. Attraversa le strade di una Parigi notturna e non da cartolina, molto fredda e respingente. Viene avvicinata da Alex (Tom Mercier), conosciuto alla festa. Un ragazzo con cui lentamente scopre di avere di verse cose in comune; soprattutto il farsi domande sulla vita, la morte, il senso dell’esistenza. Ma nuit non è solo un film su due ragazzi che si incontrano e si riconoscono, ma anche uno spaccato su una generazione che sembra aver perso certezze e punti di riferimento e che ha bisogno di risposte. Marion e Alex ci provano. Quella di Antoinette Boulat è un’opera prima interessante, con un ritmo un po’ troppo lento che rischia di distrarre lo spettatore o di non farlo entrare completamente nel racconto, ma con un finale di speranza che riscatta la cupezza della prima metà del film. Piccola parte anche per Maya Sansa, nei panni di una dottoressa di pronto soccorso. Presentano in Orizzonti alla Mostra del Cinema di Venezia del 2021.

Stefano Radice

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