“Lussuria – Seduzione e tradimento” è stato il vincitore a Venezia nel 2007, consentendo al regista Ang Lee di replicare il Leone d’Oro solo due anni dopo “I segreti di Brokeback Mountain”, con una storia, tra l’altro, molto simile a quella narrata da Paul Verhoeven in “Black Book”, presentato a sempre a Venezia nel 2006. Mentre il film del regista olandese raccontava di una giovane ebrea olandese che diventava l’amante di un ufficiale nazista occupante, il film di Ang Lee è ambientato a Shanghai, nella Cina occupata dai giapponesi durante la II guerra mondiale. Un gruppo di studenti cinesi, oltre a recitare in una compagnia teatrale patriottica, decide di passare all’azione e uccidere Mr. Yee, un cinese che dirige la polizia segreta per conto degli occupanti giapponesi. Perché l’operazione abbia successo, la cellula rivoluzionaria stabilisce che la giovane Wang Jiazhi dovrà fingere di essere sposata, entrare nel gruppo di mogli che si trovano a giocare a Mah Jong con la moglie di Yee, per poi diventare l’amante dell’uomo e quindi creare l’occasione giusta per l’omicidio. Un’operazione difficile e rischiosa, a partire dall’inesperienza della ragazza, che però non si fa problemi, per quanto umiliante possa essere il percorso, a partire dall’andare a letto con il più “esperto” dei suoi compagni per apprendere l’arte amatoria. E questo nonostante l’affetto che il giovane capo del gruppo prova, ma che si guarda bene dal manifestare. Ma, a causa del rapporto che si crea tra la ragazza e l’uomo l’operazione non riesce a dare i risultati sperati, e a dire il vero neanche il film, che se da una parte è esteticamente curatissimo, quasi ridondante nelle scenografie, nei costumi e nelle ricostruzioni, dall’altra manifesta tutta la sua debolezza: nella sceneggiatura, piatta e con uno scarsissimo approfondimento psicologico dei personaggi, dove l'aspetto che rimane più impresso sono le acrobatiche performance sado-masochistiche dei due amanti; nella recitazione, che per quanto possa essere diversamente espressiva rispetto ai canoni occidentali, risulta scialba in tutti i suoi interpreti; nella lunghezza, che risulta difficilmente sopportabile in un film dove succede poco per 156 lunghissimi minuti.,Beppe Musicco