Lo scrittore di gialli Tom, rimasto vedovo, si trasferisce con il figlio Jake nella tranquilla Garretton. La cittadina, però, inizia a essere sconvolta da un serial killer che rapisce e uccide bambini e anche Jake cade nella sua trappola. Sulla vicenda indaga la detective Amanda ma Tom decide di chiedere aiuto al padre Peter, ex poliziotto in pensione con cui ha rotto i rapporti ma che, decenni prima aveva incastrato Frank, un altro feroce serial killer di bambini che sembra avere ora un complice in città.
Diretto da James Ashcroft, L’uomo dei sussurri è tratto dal romanzo omonimo di Alex North ed è un thriller psicologico uscito direttamente su Netlix. Il film, dal ritmo serrato, è prima di tutto la classica indagine poliziesca per venire a capo della serie di omicidi ma è anche e soprattutto un’indagine sul rapporto padre-figlio che si articola su tre piani: quello di Tom con Jake; quello di Peter con Tom e quello di Francis con il figlio che non vede da anni in quanto condannato all’ergastolo.
In modi e con intensità diverse sono tutti e tre rapporti problematici, fatti di incomprensioni, lontananze, abbandoni e mancanza di dialogo. Situazioni che si possono sanare ma è molto difficile. L’uomo dei sussurri – anche se non inventa niente di nuovo – è un buon thriller che non esagera con crudeltà e sadismo (e fa bene dato che si parla pur sempre di un killer di bambini) e che non lascia deluso lo spettatore. Il colpo di coda finale aggiunge, inoltre, un tassello importante alla comprensione del giallo e lo arricchisce.
Il cast si dimostra all’altezza, sia per quanto riguarda Robert De Niro nei panni di Peter che per Adam Scott in quelli di Tom e di Michelle Monaghan in quelli di Amanda. La “Palma d’Oro”, però, va all’interpretazione di Michael Keaton nel ruolo di Frank; non sono molte scene in cui l’attore è coinvolto ma Keaton è bravissimo a caratterizzare la psicologia criminale e inquietante di Frank.
Stefano Radice
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