Nel primo Lezioni di cioccolato l’imprenditore edile Mattia (Luca Argentero), dopo aver causato un incidente all’operaio egiziano Kamal (Hassani Shapi) a causa della propria negligenza, si redimeva sostituendolo al corso di cioccolateria e ripetendogli le lezioni gratis e a domicilio. In questo sequel, Kamal ha coronato il suo sogno di aprire una pasticceria ma gli affari gli vanno male. Ad aiutarlo arriva Mattia che, in cambio del favore, lo costringe a dargli consigli su come corteggiare una misteriosa e bellissima ragazza egiziana conosciuta a una festa. Le convinzioni di Kamal, devotissimo cristiano copto, gli impedirebbero di incoraggiare la caccia di Mattia, noto casanova, ma sceglie il male minore pur di tener lontano l’italiano da sua figlia (Nabiha Akkari), appena tornata da un Erasmus in Francia. Peccato che le due ragazze egiziane siano in realtà la stessa persona.,Chiamandola “commedia degli equivoci” si rischierebbe di mancare di rispetto a illustri predecessori, italiani o americani che siano. Eppure questa seconda incursione tra le lezioni di cioccolato della nota azienda perugina (tra i finanziatori del film) lascia in bocca il sapore giusto.,Si ride, per una volta senza l’aiuto della parolaccia, e questa è già una buona notizia. Non che l’umorismo sia di grande livello, né che l’intesa slapstick tra Vincenzo Salemme e Angela Finocchiaro (protagonisti di una sotto-trama romantica) aggiunga molto alla trama principale o abbia grandi sussulti di originalità. Però, complice la sceneggiatura elementare ma solida di Fabio Bonifacci, si mettono a tema argomenti considerati quasi tabù per la nostra cultura: l’importanza della fedeltà tra uomo e donna, la differenza sostanziale tra sposarsi e vivere insieme, la castità come mezzo serio e privilegiato per vivere un amore autentico. Detto questo, il film prende meno rischi di quanti potrebbe e la formula della barzelletta – attraverso la quale siamo introdotti a tematiche che meriterebbero ben altra profondità – non aiuta a prendere certe questioni del tutto sul serio. Se da un lato la ragazza, che dice di aderire a certe tradizioni solo per non deludere suo padre, vive invece nei fatti (con la stessa convinzione e con perfetta coerenza) quegli stessi valori che riconosce come giusti, dall’altro lato ciò che capita all’impunito dongiovanni non è tanto una redenzione quanto un più modesto “adeguarsi” alle tradizioni cristiane della sua controparte (che, va detto, per un personaggio così è comunque un passo da gigante). Niente di più che qualche spunto, insomma, per una commedia leggera, piacevole e divertente che, anche per i dettagli della location dolciaria, lascia di buon umore e con l’acquolina in bocca.,Raffaele Chiarulli