Squadra che vince non si tocca. L’era glaciale torna e, come ampiamente previsto, sbanca anche il botteghino italiano. In effetti il film funziona e le promesse sono in buona parte mantenute. L’impianto è sempre il solito: tre protagonisti diversi ma complementari per stazza, carattere e modi, un’amicizia solida alla prova delle vicissitudini della vita. Le novità sono rappresentate dall’arrivo di un cucciolo che metterà a dura prova Manny e soprattutto, grazie anche a una furbata di sceneggiatura, l’arrivo dei dinosauri, quelli classici: tirannosauro in testa. Gag a ripetizione, ritmo discreto, la vicenda sempre verde (e assolutamente parallela alla narrazione principale) di Scrat, un’animazione e una caratterizzazione speculari, tratti e caratteri semplici: è sempre stato questo il punto di forza anche dei precedenti film ambientati tra i ghiacci preistorici. Tanto da collocarsi a metà tra le vette eccelse, quanto a psicologia e tecnica, dei gioielli Pixar e le vicende più terra-terra della Dreamworks, più volgarotta e meno originale specie negli ultimi tempi (Kung fu Panda escliuso). Positivo nel complesso, anche se non innovativo, L’era glaciale 3 ha come valore aggiunto la novità del 3D: assolutamente accessorio per un film di questo tipo, amplificatore di divertimento, simpatico strumento a cui dovremo ben presto abituarci, almeno per quanto riguarda i film per ragazzini.,Simone Fortunato,