Mediocre mix tra animazione e film con attori in carne ossa, Le avventure di Fiocco di neve è un film di produzione spagnola del 2011. La storia ricalca lo schema tipico della fiabe: Fiocco di neve, un cucciolo di gorilla bianco viene adottato dalla famiglia della piccola Paula. Il cucciolo – unico assieme agli altri animali ad essere propriamente “animato” – dopo i primi tentennamenti viene addomesticato e fa amicizia con la piccola. Ma deve tornare allo zoo dove lo attende un gorilla aggressivo e pieno di pregiudizi sul colore del pelo. Fiaba sull'accettazione e sulla diversità tecnicamente assai mediocre e debole anche nello svolgimento. La parte animata è appena accettabile, anche se lo spettatore, abituato agli standard altissimi di film come Ribelle o Le 5 leggende, faticherà e non poco ad appassionarsi alle gesta di questo gorillino ben poco aggraziato. È comunque palese la volontà di andare al risparmio: pochi attori in carne o ossa e animazione risicatissima (nello zoo si vede solo – e nemmeno tutta – la gabbia dei gorilla, degli altri animali non vi è traccia). Non è il solo punto debole di un film che strizza l'occhio al televisivo Curioso come George senza però mai raggiungere la simpatia della scimmietta marrone. La vicenda è ovviamente semplificata a misura di bambino: Fiocco di neve scopre che a Barcellona, dove sta con il suo zoo, sta passando una maga che cerca di convincere a preparargli un incantesimo per cambiare colore al suo pelo ed essere così accettato ed apprezzato dal piccolo branco dello zoo. Ma sulle sue tracce vi è Luc De Sac, un uomo che si porta dietro una sfortuna immensa, convinto che solo strappando il cuore a un gorilla bianco potrà scacciare per sempre la sua mala sorte. Tutto semplice, fin troppo ma raccontato male e con un registro sempre sbilanciato: gli attori umani sono troppo sopra le righe e per riuscire a strappare qualche sorriso, come nel caso di Luc De Sac, diventano marionette o poco più; la storia di amicizia e forse qualcosa di più dei due piccoli protagonisti è affrontata in modo banale; gli snodi narrativi sono prevedibilissimi e anche le figure in teoria più comiche (il Panda Rosso, una specie di mix tra Kung Fu Panda e Il gatto con gli stivali) non assolvono il propri ocompito più che altro per scarse idee di sceneggiatura e per una regia (dell'argentino Andrés G. Schaer) che non riesce mai a imprimere ritmo all'azione. Semplice ma mai originale nell'intreccio o nella costruzione dei personaggi, Fiocco di neve patisce senz'altro una povertà assoluta di budget ma anche una scarsità di ispirazione e probabilmente talento. Tutte qualità che – complice anche il fatto che il pubblico di ragazzini e bambini è sempre più esigente perché è sempre più ricca e di qualità l'offerta – condannano il film a essere una semplice comparsa tra le tante stelle dell'animazione di questi anni.,Simone Fortunato,