Un attore, colto da malore sul set, finisce in ospedale preda di un male oscuro. È l’occasione per fare i conti sulla sua vita…,Parecchi gli spunti di autobiografici, nel nuovo film di Sergio Rubini. Una circostanza analoga gli capitò veramente, ma soprattutto c’è la sua ex moglie Margherita Buy nei panni dell’ex moglie dell’attore – interpretato però da Fabrizio Bentivoglio, sempre più bravo – e Giovanna Mezzogiorno fin troppo scoperta nel “rifare” vezzi e lune di Asia Argento, che appunto quasi dieci anni fa fu la causa della fine del sodalizio artistico e personale della coppia Buy-Rubini (salvo, come nel film, lasciarlo non molto tempo dopo). Ma i pregi del film non sono certo la rappresentazione di una “pièce de vie” di artisti più o meno famosi: peraltro l’amico (interpretato proprio da Rubini) che salva il famoso malato perché capisce la vera natura del suo male è una citazione di un episodio della vita di Federico Fellini, ricordato dal critico Tullio Kezich, che fece debuttare Rubini nell’autobiografico “Intervista”.,I pregi, dicevamo, stanno altrove, pur se la parte del cinema nel cinema è godibile. Stanno nel delineare una densità esistenziale forte all’interno di una storia corale, ricca di personaggi minori ma essenziali, nel contestualizzare il dramma dell’attore in crisi nella perdita di quelle radici meridionali che riaffiorano nei caratteri della famiglia (brava la sorella ma straordinari i genitori: e il padre è davvero il padre di Rubini, che mai aveva recitato in un film). Tradizioni dai risvolti magici, rappresentati dalla tragica figura della cugina della madre, morta giovane: una presenza fantasmatica e gentile, che interviene ad aiutare e a sollevare, e che è il tocco più fantasioso e toccante del film; poteva essere un azzardo, risulta un “fellinismo” che non stona affatto.,Ma sono tanti i momenti di commozione di un film sincero e appassionato, ben diretto e ottimamente interpretato. Che, non ce ne vogliano i sostenitori de “La stazione” e de “Il viaggio della sposa”, merita a buon diritto il titolo di miglior film dell’altalenante ma ormai ricca filmografia dell’attore-regista. ,