Scritto, diretto e interpretato da Tom Hanks (co-sceneggiatrice è la Nia Vardalos de Il mio grosso grasso matrimonio greco), L’amore all’improvviso (pessimo titolo italiano) è una commedia romantica, il cui punto di forza è la presenza contemporanea sullo schermo di Tom Hanks e Julia Roberts, due attori il cui credito presso il pubblico internazionale è pressoché illimitato (nonostante la Roberts ultimamente abbia interpretato film mediocri come Duplicity o Mangia, prega, ama). Lui è caporeparto in un grande centro commerciale: arriva prestissimo, mette a posto i carrelli, butta le cartacce, è sempre di buonumore, ha una buona parola per tutti ed è stato nominato “impiegato del mese” per ben otto volte. Qualsiasi datore di lavoro uno così se lo terrebbe stretto a qualsiasi costo, ma evidentemente negli USA il pezzo di carta conta molto più che da noi, perché il buon Larry non è andato all’università (ha servito il suo paese facendo il cuoco per vent’anni sulle navi da guerra) e come tale gli viene dato il benservito: addio al lavoro, al mutuo rimasto da pagare dopo il divorzio, alla collezione di dischi e a molto altro. Ma, come gli dice il vicino di casa di colore che gestisce un mercatino dell’usato, Larry ha il vantaggio di essere un bianco: l’America è nata per quelli come lui, che devono ricominciare da capo. Così il nostro eroe si iscrive in un college per frequentare un corso di economia, uno per imparare a parlare in pubblico e parallelamente accetta un lavoro di cuoco in un ristorante. Così farà due incontri che cambieranno la sua vita: quello con Talia, una ragazza che fa parte di una gang di scooteristi, e quello con Mercedes, la frustrata insegnante del corso per parlare in pubblico. Il primo gli mostrerà che può fare a meno del grosso Suv che gli svuota il portafogli ogni volta che va dal benzinaio; sul secondo potete tranquillamente figurarvi come andrà a finire. ,Il film ha dalla sua alcuni momenti riusciti: una riflessione agrodolce sui valori consumistici americani, l’incontro con la simpatica banda di scooteristi (dei finti duri che si muovono in branco – ma a cinquanta all’ora – e giusto per frequentare mercati e ristorantini) e alcune schermaglie tra la Roberts e il suo odioso marito che frequenta di nascosto siti porno. Altre cose lasciano insoddisfatti, per esempio il ruolo dei protagonisti, che sembrano sempre occupati a cedere il passo ad altri personaggi minori. Il risultato è una commedia che fa sorridere, ma da cui si vorrebbe di più, e invece bisogna accontentarsi; forse lo scooter è metafora anche di questo.,Beppe Musicco