Suzanne, di origine inglese, è la moglie devota di Samuel e ha dedicato a lui e ai figli vent’anni della sua vita. Ora ha deciso di rimettersi a lavorare, ma è proprio durante i lavori per sistemare il suo studio che incontra Ivan, un muratore spagnolo. È un colpo di fulmine che la travolge completamente inducendola a rinunciare ad una comoda quotidianità per seguire la passione. Samuel, però, non è disposto ad arrendersi e comincia a perseguitare la coppia per indurre Suzanne a ritornare sui suoi passi…,La vita borghese di una famiglia benestante e ben connessa è sconvolta da questa passione che investe (senza che poi la regista si sprechi troppo a spiegarci perché) una donna bella e insoddisfatta (Kristin Scott Thomas: un tempo simbolo di algido controllo, oggi solare quarantenne) e un muratore con un opportuno doloroso passato e un sorriso disarmante (Sergi Lopez già visto in una parte simile in Una relazione privata).,Che il marito di lei sia un individuo pessimo (taccagno, prevaricatore e paternalista) è necessario perché lo spettatore non si chieda come Suzanne possa abbandonarsi così in fretta a un rapporto nato evidentemente da una forte attrazione sessuale oltre che dalla condivisione (invero un po’ forzata) dell’estraneità rispetto alla cultura francese.,La persecuzione che il violento Samuel porta avanti nei confronti dei due grazie ai suoi molti appoggi politici procede di pari passo con le umiliazioni che Suzanne sopporta per restare accanto a Ivan, vivendo la sua dimensione di donna e molto poco quella di madre (anche se naturalmente, per non farla sembrare una pessima madre, almeno uno dei figli abbraccia acriticamente la sua scelta). ,L’esito tragico della vicenda, anticipato nella prima sequenza del film, non fa che coronare la parabola di un amour fou che vive una breve “stagione felice” all’insegna della famiglia allargata (Suzanne e il figlio David, Ivan e sua figlia Berta), ma si conclude all’insegna della violenza, che purtroppo sembra essere presentata come l’inevitabile (e forse anche giustificabile) conseguenza dell’opporsi alla forza travolgente della passione.,La regia morbida della Corsini accarezza abilmente il corpo di Suzanne, sottolineando i suoi sorrisi e le sue emozioni, ma riesce solo in parte a compensare la mancanza di ragioni profonde che spieghino la forza del legame tra la donna e Ivan, così come il corso delle azioni di una donna ultimamente incapace di fare i conti con se stessa.,Luisa Cotta Ramosino,