È uscito di recente in libreria un libro che ci vede in qualche modo coinvolti direttamente. Si tratta della prima monografia sul regista e sceneggiatore Francesco Bruni: La vita viene prima. Il cinema di Francesco Bruni a firma di Claudia Munarin, nuovo volume della collana Frames pubblicato dalle Edizioni Fondazione Ente dello Spettacolo. Non solo perché Bruni è un artista a noi molto caro, spesso presentato in nostri incontri e rassegne, in presenza o online – anche alla recente serata per la Febbre del lunedì sera – ma soprattutto perché Claudia Munarin è da alcuni anni una giovane e brillante “penna” di Sentieri del Cinema, che proprio su Bruni aveva condotto un incontro al Meeting di Rimini 2018 (con il regista intervistato dal nostro direttore Antonio Autieri). Una nostra amica.

Prima monografia dedicata all’opera di Francesco BruniLa vita viene prima ripercorre la filmografia di un autore nel pieno della carriera (è nato nel 1961) che non ha certo finito di raccontare la vita attraverso il cinema: in particolare, la provincia, la grande città, la famiglia, la scuola, la giovinezza e la vecchiaia, finanche la malattia, con uno sguardo di implacabile compassione verso la fragilità sono stati i temi delle sue opere da regista: quattro in un decennio, dal fortunato Scialla! (2011) a Noi 4 (2014), da Tutto quello che vuoi (2017) al recente Cosa sarà (2020).

Ma Francesco Bruni è uno dei protagonisti del panorama italiano da molto più tempo: come sceneggiatore, ha firmato alcuni dei momenti fondamentali del nostro cinema e della nostra televisione negli ultimi vent’anni. È stato, infartti, l’autore di tutti i film dell’amico Paolo Virzì fino al 2014 e lo sceneggiatore di punta di tutta la serie del Commissario Montalbano. Ma anche dei primi film di Mimmo Calopresti, della coppia comica Ficarra e Picone e di tanti altri autori, pesso all’opera prima. Stimato da critici e addetti ai lavori, dopo i successi dei suoi film il nome di Francesco Bruni sta diventando familiare anche al grande pubblico.

La vita viene prima non è solo una preziosa guida che segue cronologicamente la carriera dell’autore romano di nascita e di maturità ma livornese di adozione e percorso formativo giovanile, ma un articolato approfondimento che porta in superficie ogni piccolo risvolto del suo percorso. Francesco Bruni porta con sé un’idea di cinema tutta italiana, appresa durante il periodo “a bottega” presso i maestri della nostra commedia (uno su tutti Furio Scarpelli, il cui motto e insegnamento principale – appunto, la vita viene prima – ha dato vita al titolo del libro), da cui ha imparato un amore per la sala quanto mai necessario: «Bruni – scrive Claudia Munarin – non ha mai smesso di considerare i film come esperienza collettiva, valorizzando le numerose e fondamentali figure che, lavorando nell’ombra, permettono al cinema di esistere».

 

Nella foto grande e nella copertina del libro: Kim Rossi Stuart in Cosa sarà