Mohammed, soprannominato Momo, viene dal Senegal, ha dodici anni e ha perso la madre. Vive di furti e spaccio; quando ruba due candelabri di argento, il dottor Cohen, che si prende cura di lui, gli dice di restituirli alla proprietaria, Madame Rosà. La donna è una ex prostituta ma soprattutto è una sopravvissuta all’Olocausto. In casa ospita altri bambini e Cohen le chiede di occuparsi anche di Momò. La convivenza è difficile; il ragazzino ha una forte personalità ribelle e sfugge a ogni regola. Poco a poco, grazie all’aiuto del negoziante Hamil e della trans Lola, le cose cambiano e il rapporto tra i due diventa molto intenso.

Edoardo Ponti, al suo secondo lungometraggio dopo Cuori estranei (2002), si cimenta nella trasposizione cinematografica del romanzo di Emile Ajar, La vita davanti a sé, che era stato già portato sul grande schermo nel 1977 da Moshé Mizrahi e che si aggiudicò l’Oscar per il miglior film straniero. Ponti, che si è fatto aiutare nella sceneggiatura da Ugo Chiti, gira un film molto equilibrato in cui il centro della storia è il rapporto tra Madame Rosà – una bravissima Sophia Loren, qui diretta dal figlio – e Momò (davvero molto convincente la prova del giovane Ibrahima Gueye) e che evita di cadere nella retorica.

La Loren conferisce al suo personaggio tutte le sfumature di una donna provata, dolente, segnata dal passato ma molto umana. Ibrahima, un talento naturale, è decisamente molto espressivo, riuscendo a trasmettere grinta, rabbia, solitudine ma anche quella tenerezza e quel bisogno di un rapporto vero che tutti sentono (basti vedere il suo incupirsi quando il piccolo Josif, suo coinquilino, lascia Madame Rosà per tornare dalla madre). Molto bravi anche gli attori di contorno – Renato Carpentieri è il dottor Cohen, Abril Zamora è Lola e Babak Karimi è il negoziante Hamil – per un cast scelto con molta cura. Rispetto al romanzo, il film è ambientato nella Bari calda ed estiva dei giorni nostri. Pronostichiamo per Sophia Loren quantomeno una candidatura ai prossimi David di Donatello (con probabile vittoria).

Aldo Artosin