La notte di cui parla il titolo è quella del 12 ottobre 2016, quando in una cittadina di montagna non lontano da Grenoble la giovane Clara torna a casa alle 3 dopo una festa di ragazze a casa di un’amica e incontra un uomo incappucciato che la chiama per nome, la cosparge di alcol e le dà fuoco. Una morte orribile, su cui indagano il nuovo capo della polizia giudiziaria di Grenoble, Yohan. Dopo l’angoscia di dover riferire la notizia alla madre – le foto della ragazza da piccola lo mandano in crisi – Yohan e i suoi collaboratori cercano di ricostruire la rete di conoscenze di Clara che, a parte alcune amiche (in particolare quella del cuore, che tende a non citare alcuni nomi), erano soprattutto maschili, automaticamente sospettabili. Perché la ragazza, molto bella, era facile agli innamoramenti ma anche alle semplici avventure con amanti occasionali, con uomini o ragazzi superficiali o evidentemente borderline se non addirittura poco di buono. Se l’è cercata, inizia a pensare più d’uno, anche tra i poliziotti? Per Yohan è un pensiero inaccettabile, e intanto le indagini continuano e diventano sempre più difficile per lui e per il collega Marceau, che deve anche affrontare il tradimento della moglie e un possibile divorzio.

La notte del 12, storia di fantasia ma ispirata a fatti reali, è un anomalo thriller o poliziesco, che i francesi chiamano polar per indicare anche le atmosfere noir. Anomalo perché, come tanti altri film contemporanei, non punta sull’intreccio da risolvere, sui movimenti e sulle prove, ma sui personaggi, gli ambienti. gli umori. A cominciare da quelli di Yohan e di Marceau, uomini tutti di un pezzo ma con le loro debolezze e le loro passioni (il ciclismo su pista in solitaria per l’uno, la letteratura per l’altro), ma anche di altri personaggi apparentemente minori (come la nuova giudice che tre anni dopo riaprirà il caso, sensibile e acuta), di cui scopriamo sentimenti, fragilità, ossessioni. Perché ogni investigatore – si dice – ha un crimine irrisolto che lo ossessiona, e Yohan teme che il caso della giovane Clara lo diventerà per lui, quando per tante volte penserà di aver trovato il colpevole, e invece…

Oltre allo studio dei personaggi, La notte del 12  si fa apprezzare molto per lo sguardo disincantato e sgomento verso un mondo di provincia angusto e pieno di trappole per chi ci vive, dove non sembra esistere attenzione e rispetto per gli altri e nemmeno per sé stessi (come si vede dalla compagna dell’uomo violento, che minimizza le sue azioni). Un mondo dove ogni uomo è un potenziale colpevole. Ma il film di Dominik Moll è un gran film anche grazie a un gruppo di attori poco noti di grande bravura e spessore, come Bastien Bouillon e Bouli Lanners, poliziotti tormentati che rimagono nel cuore.

Antonio Autieri

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