Tutto ha inizio in un ristorante, dove Léa (Bérénice Bejo) e il suo compagno Marc (Vincent Cassel) si vedono con la coppia dei loro migliori amici Francis (François Damiens) e Karine (Florence Foresti), quando al momento di scegliere il dessert Léa vorrebbe ordinare un famoso dolce francese, “L’ile flottante”, ma cambia idea quando scopre di essere la sola a volerlo. Dopo essere stata abbondantemente presa in giro, Léa rivela una cosa che le sta molto a cuore: sta scrivendo un libro che prende spunto dalla propria esperienza di commessa in un negozio di vestiti di un grande centro commerciale e su un blog è stata spronata ad andare avanti da un famoso scrittore. Amici e compagno ironizzano ancora sul suo futuro letterario, ma la sorte ci mette lo zampino: il libro di Léa viene acquistato da una famosa casa editrice e diventa il successo editoriale dell’anno.

A questo punto Daniel Cohen (che di La felicità degli altri è sceneggiatore e regista) comincia a scavare e mostrare la lenta monta della gelosia di un gruppo di amici dopo che una tra di loro, tra l’altro la più introversa e indecisa, diventa rapidamente famosa. Questo evento colpisce ciascuno dei personaggi in modo diverso: alcuni decidono di meritare lo stesso successo e si lanciano (senza talento) nella ricerca di una passione che porti anche loro alla gloria (anche se ciò significa rasentare il ridicolo). Così lo spettatore, come Léa, diventa testimone del cambiamento di comportamento dei suoi amici (mentre lei in fondo è sempre la stessa) scoprendo una galleria comportamenti patetici che non si sostengono, ma che continuano, pur di non mettere in pericolo il loro senso di superiorità rispetto a lei.

Lo spunto di partenza – ispirato, a detta del regista, dalla vicenda personale della scrittrice J. K. Rowling, una sconosicuta quando uscì il primo romanzo della saga di Harry Potter – è originale, anche se la sceneggiatura spesso indulge in dialoghi troppo didascalici, in situazioni sovente telefonate e cercando di strappare la risata a tutti i costi (ma non è un film comico, è una commedia dove si sorride, via!), e anche i personaggi sono molto caratterizzati e restano tali dall’inizio alla fine.

Ma il cast solido, con Bérénice Béjo in testa, fa de La felicità degli altri una commedia agrodolce sull’implosione di un’amicizia (e forse anche di un amore) per gelosia, con un finale aperto che comunque non nasconde quanto poco basti per rivelare la fragilità di certe amicizie.

Beppe Musicco

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