Siamo a Cluj, in Romania. Orsolya, ex insegnante di origine ungherese e ora ufficiale giudiziario, esegue per conto del comune ordini di sfratto a chi occupa abusivamente degli immobili. Quando un senzatetto si suicida, dopo aver ricevuto l’ordine di lasciare il sottoscala in cui si rifugiava, Orsolya si sente travolta da un forte senso di colpa e la sua vita cambia radicalmente.

Premiato alla Berlinale 2025 per la miglior sceneggiatura, Kontinental ’25 è il nuovo film del regista rumeno Radu Jude che, sempre a Berlino, nel 2021 aveva vinto l’Orso d’Oro con Sesso sfortunato o follie porno. Kontinental ’25 ruota attorno a due piani. Il primo è quello di Orsolya (molto brava Eszter Tompa che la interpreta). Il suo senso di colpa per la morte del senzatetto è sincero e inconsolabile; si chiede se non avrebbe potuto fare di più per aiutare l’uomo. La donna cerca comprensione e ascolto, ma nessuno sembra poterla aiutare veramente. Non ci riesce il marito; non ci riesce l’amica che incontra durante una pausa e neanche un ex studente con cui passa una sera. I suoi interrogativi rimangono in fondo senza risposta anche dopo il dialogo con il prete cui lei è molto legata.

Il secondo piano è quello della Romania contemporanea. Jude ci porta nelle contraddizioni di un Paese dominato dall’affarismo soprattutto immobiliare in cui aumentano le disuguaglianze. Un Paese che, dopo la fine della dittatura comunista, da una parte si è arricchito molto ma dall’altra vive nella miseria. Un Paese contraddittorio, come tutti quelli Occidentali e in cui sono forti i pregiudizi reciproci tra i rumeni e i discendenti degli ungheresi che vivono in Transilvania.

Radu Jude ha dato al film una struttura particolare che ruota attorno a tre dialoghi; quello di Orsolya con l’amica, con l’ex studente e con il prete (Serban Pavlu). Sono “siparietti” a nostro avviso troppo lunghi, soprattutto l’incontro con l’ex studente, con il risultato che Kontinental ’25 perde ritmo. Ciò non toglie che Radu Jude abbia realizzato un film interessante, con diversi spunti e che non si dimentica appena usciti dal cinema.

Stefano Radice

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