Un libro che ha fatto scandalo (The Feather Man scritto nel 1991 da Ranulph Fiennes), un intrigo internazionale, colpi di scena tra action e controspionaggio. Tutto questo si trova in Killer Elite, l'opera prima di Gary McKendry con Jason Statham, Clive Owen e Robert De Niro. Danny Brice (Statham) e Hunter (De Niro) sono due spietati killer che si muovono sullo scacchiere di torbide trame che vedono coinvolti gruppi paramilitari più o meno al servizio dei governi. Durante un'azione militare Brice per poco non uccide un bambino e decide di ritirarsi. Ma il destino non gioca a suo favore. Un anno dopo viene convocato in Oman dove Hunter viene tenuto prigioniero. Per ottenere la libertà dell'amico, Brice dovrà uccidere i responsabili della Sas inglese (Special Air Service, forze militari speciali al servizio di Sua Maestà Britannica) che hanno ucciso i figli di un emiro locale a inizio anni 80. L'azione si fa serrata; Brice mette in piedi una squadra che dovrà supportarlo ma le sue azioni in Inghilterra sono contrastate da Spike un agente che cerca di scoprire come mai stiano morendo i membri della Sas. Guardando Killer Elite è come se ci si trovasse di fronte a due film; nel primo si seguono le azioni militari che portano Brice a eseguire gli ordini dell'emiro, nel secondo, entra in scena Spike che cerca di fermare il killer e la sua squadra e lo scenario si amplia fino a coinvolgere direttamente le trame oscure del governo inglese in Oman. Chi ama il genere si troverà di fronte non a un capolavoro ma a un film onesto e ben costruito che si lascia vedere dall'inizio alla fine e che apre inquietanti interrogativi sul lavoro sporco che vede coinvolti i governi e i loro agenti non solo in Oman ma in tutte le parti del mondo. Bravo anche De Niro nei panni del vecchio agente cui il regista lascia un ruolo secondario ma che interviene nei momenti cruciali del film.,Stefano Radice