Una premessa: bisogna vedere l’ultimo film di Tarantino un volume di seguito all’altro, tutto d’un fiato, per due motivi. Perché del volume secondo si capisce poco o nulla senza aver visto il primo (anche se è nella seconda parte che sono concentrati il maggior numero di flash-back chiarificatori della vicenda) e perché il film è unico e le due parti inscindibili. E anche per evitare un giudizio schizofrenico, magari stroncando una prima parte (evidentemente preparatoria anche se più piatta e meno originale della seconda), per poi cambiare completamente giudizio per questo secondo volume, più compatto ma in cui soprattutto si riannodano i fili del discorso.,Così, l’ultimo film di Quentin Tarantino è un buon film perché pur rimanendo fedele allo stile personalissimo ed inimitabile del regista, riesce ad esprimere qualcosa di nuovo in un panorama cinematografico recente non sempre originale. Una struttura del racconto antilineare fa da cornice ad una rilettura in chiave barocca della tragedia greca: una sposa trasformata in Erinni perseguita senza pietà tutti coloro che l’hanno ridotta ad un vegetale. Fino ad arrivare al terribile Bill, interpretato da uno straordinario David Carradine e attorno a cui si era creato un sistema di attese lungo un intero film (tutta il primo volume). Agnizione e peripezia: sono questi i cardini della tragedia antica che si ritrovano anche in 'Kill Bill' (si pensi soprattutto al riconoscimento che avviene /colpo di scena che avviene nel finale) fino alla catarsi dell’epilogo. A Tarantino, oltre ai fumetti, il western e l’horror, la serie B televisiva (citati a più non posso in un film che per il cinefilo sembra un centone di spezzoni rielaborati di altro), interessa la tragedia classica (del resto già esplorata profondamente ne 'Le iene'), rivista attraverso un gusto ridondante ed iperbolico che potrà spiazzare il pubblico. Ma, gusti o non gusti, in questa seconda parte la storia c’è ed è ben scritta. Gli attori ci sono e sono formidabili (oltre al già citato Carradine anche gli efficacissimi Madsen e Hannah). La colonna sonora fondamentale nei film di Tarantino c’è e, soprattutto per chi ama il genere western, è impagabile.,Simone Fortunato