Il sedicenne Daniel si trasferisce con la madre Lucille in California. L’impatto con i suoi coetanei è problematico; il giovane viene subito schernito e preso di mira. Conosce la bella Ali e se ne innamora, ricambiato; il problema è Johnny, l’ex fidanzato molto geloso che è anche un campione di karate. Dopo l’ennesima scazzottata finita male, Daniel chiede al saggio maestro Miyagi di insegnargli l’arte del karate: il vecchio accetta preparando il giovane a un imminente torneo…

Karate Kid – Per vincere domani è un film cult per ragazzi che ha dato vita a una vera e propria serie e lanciato il nome di Ralph Macchio (Daniel) che negli anni 80 divenne molto famoso grazie a questo film e ai tre sequel. Diretto da John G. Avildsen (già regista del primo Rocky), Karate Kid – Per vincere domani è un film sì sullo sport e sulle arti marziali, ma è soprattutto un film di formazione e crescita; il karate è un pretesto per insegnare valori come rispetto, lealtà, sacrificio, disciplina che vanno oltre la semplice arte marziale. Il film rimane un po’ schematico, con i “buoni” troppo buoni e i “cattivi” molto cattivi (basti pensare al maestro di Johnny che invita alla slealtà pur di vincere il torneo) ma funziona bene, soprattutto grazie all’alchimia tra Daniel e Miyagi (per Noriyuki Morita una candidatura agli Oscar come non protagonista).

Un film fresco e godibile anche oggi, che è diventato iconico per alcune frasi entrate nella storia del cinema come «metti la cera, togli la cera» e che ha lanciato anche la carriera di Elisabeth Shue.

Stefano Radice