Con Just Like a Woman di Rachid Bouchareb siamo dalle parti di Thelma & Louise anche se il risultato, purtroppo, non è convincente. Peccato, perché Boucharib è il regista che ha ottenuto tre nomination agli Oscar come miglior film straniero con Poussières de vie (1995), Days of Glory (2007) e Uomini senza legge (2011). La sceneggiatura, scritta insieme a Mariou Doussot e Joelle Touma, non lo ha aiutato. Protagoniste di questa storia che parte da Chicago, sono Marylin (Sienna Miller), una centralinista con il sogno di diventare ballerina di danza del ventre, e Mona (Golshifteh Farahani), giovane musulmana che vive con il marito e la severissima suocera. Entrambe, un giorno, scelgono di cambiare vita. Marylin scopre che il marito disoccupato la tradisce, mentre Mona, inavvertitamente, uccide con dei farmaci la suocera ed è costretta a scappare. Le due ragazze, che vivono nello stesso quartiere e che sono amiche, si ritroveranno insieme lungo le strade degli Stati Uniti, direzione Santa Fe, sbarcando il lunario in locali da ballo. Il sogno di Marilyn, infatti, è quello di passare l’audizione di una delle più famose accademie di danza del ventre. Il film si ispira senza dubbio a Thelma & Louise ma del suo illustre predecessore non ha il pathos e la tensione drammatica. Anche in questo caso abbiamo due donne in fuga da situazioni insoddisfacenti, un omicidio da cui scappare e il desiderio di rifarsi una vita. C’è anche la polizia sulle loro tracce. Peccato, però, che il film risulti abbastanza superficiale e prevedibile negli sviluppi anche perché la sceneggiatura vira verso un finale non tragico. Il cuore del film è senza dubbio l’amicizia che si cementa tra le due ragazze pur così diverse tra loro che, insieme, riescono a superare momenti difficili. Sienna Miller e Golshifteh Farahani non sono male e se la cavano egregiamente con la danza del ventre (arte non facile), soprattutto Golshifteh. Ma i comprimari, i due mariti o le persone che incontrano durante il viaggio, sono molto deboli. Il risultato è un film fiacco che non riesce a coinvolgere.,Stefano Radice