Jurassic World  (id.)
USA 2015, 124’
Regia di: Colin Trevorrow
Cast principale: Chris Pratt, Bryce Dallas Howard, Vincent D’Onofrio, Jake Johnson
Tematiche: natura, dinosauri, istinto, divertimento, genetica
Target: da 11 anni

Il Jurassic World è un Parco a tema dove migliaia di turisti accorrono ogni giorno per ammirare i giganteschi dinosauri. Ma la nuova specie creata in laboratorio è più intelligente di quello che ci si aspettava…

Recensione

22 anni dopo il primo episodio, riaprono le porte del parco dei divertimenti più sorprendente del Pianeta: Jurassic World è un film di eccezionale potenza visiva, percorso in lungo e in largo da giganteschi rettiloni di ogni forma e taglia. La prima parte del film è un tripudio di zampe, denti e squame: il parco a tema che nel film del 1993 doveva ancora vedere la luce, ora è realtà, e l’isola di Isla Nubar che lo ospita, un paradiso perduto al largo della Costa Rica, accoglie ogni giorno 20.000 turisti desiderosi di ammirare i dinosauri. Assieme a loro entriamo nelle gabbie del T-Rex, ci gustiamo a bordo piscina le evoluzioni del Mesosauro e pascoliamo con i Brontosauri. La realizzazione dei bestioni è quanto di più accurato e realistico la tecnologia possa oggi offrire, la regia di Colin Trevorrow, al debutto nel cinema che conta (ma alle spalle c’è sempre quel rettile di Steven Spielberg), accompagna enfatizzando azioni ed emozioni, la ricostruzione del parco a tema curata in ogni dettaglio (e un sito creato ad hoc visibile cliccando qui con tanto di elenco di ristoranti, info sul viaggio e biglietti). La storia è in puro stile anni 90: due fratelli che scappano alla custodia della zia, manager del parco, un belloccio burbero dall’animo sensibile che addomestica i Velociraptor (è Chris Pratt, in versione più seriosa rispetto al recente I Guardiani della Galassia, ma capace comunque di dare verve alla sceneggiatura con diverse battute che vanno a segno), un uomo senza scrupoli che vuole piegare questi mastodontici miracoli della natura al suo progetto.
Come nel primo episodio, citato spesso e ironicamente, alla prima parte dedicata allo stupore, segue il terrore: il perno del plot è una nuova razza di dinosauro realizzata in laboratorio, un cocktail di specie diverse creata per fare più incassi (anche se dietro agli obiettivi di business si cela un progetto forse più inquietante) che scappa di mano al suo creatore. Azione, inseguimenti, distruzioni in un crescendo di tensione: tra la miopia di chi pensa solo al profitto e non vuole distruggere una creatura destinata a far soldi e l’intervento di chi vuole sguinzagliare i Velociraptor per testarne l’utilizzo bellico, la caccia all’Indominus Rex si complica. Entrano in gioco i sentimenti, l’anima dei lucertoloni, il conflitto tra istinto rapace e affezione, in un finale rocambolesco che riesce persino ad essere, a tratti, commovente. Qualche snodo narrativo è forse poco chiaro e rischia di complicare, qualche passaggio decisamente forzato, ma sono peccati che si perdonano volentieri a un film adrenalinico, teso, roboante, che va gustato abbandonandosi alle emozioni regalate da questi misteriosi e giganteschi figli della natura.

Pietro Sincich