Ultimo dei molti adattamenti del giustamente celebre romanzo di Charlotte Brontë, questa pellicola adempie al suo compito con fedeltà creativa, capace di valorizzare sia il romanticismo che l’ispirazione gotica dell’originale. ,La sceneggiatura mantiene quasi tutti gli elementi del romanzo, ma rimescola la sequenza cronologica degli eventi, facendoci partire dalla fuga disperata di Jane da Thornfield Hall, l’apice morale del percorso della protagonista, ma anche la sua ora più buia, per poi tornare a raccontarci la sua infanzia senza affetta e piena di dolorose umiliazioni, prima da parte della zia e poi di un’istituzione religiosa che di cristiano ha solo il nome e che rappresenta con un certo realismo la durezza dell’educazione dell’epoca. ,Qui, come nel romanzo della Brontë, l’indulgere sulle punizioni e le umiliazioni, sulla solitudine della piccola Jane, non è una forma di sadismo, ma il presupposto necessario a capire come Jane fatichi così tanto a credere di poter diventare l’oggetto d’amore di un altro essere umano.,Non è certo ragione sufficiente di questa convinzione il proprio aspetto modesto, che Mia Wasikowska incarna alla perfezione (salvo trasfigurarsi, letteralmente, sotto lo sguardo innamorato di Mr. Rocherster, come un fiore che sbocci al sole) e che la protagonista invoca in un momento di dolore.,Il potere di trasformazione, fisica e spirituale dell’amore è uno dei temi portanti della vicenda di Jane Eyre, ma anche dei personaggi che la circondano e che tutti in qualche modo riflettono sullo stesso ineludibile dilemma. L’amore in Jane Eyre non è passione travolgente e distruttiva cantata dalla sorella Emily in Cime tempestose, ma piuttosto un attaccamento tenace, integro, e indistruttibile al proprio oggetto.,La domanda su cosa sia e debba essere l’amore per un essere umano, il suo giusto posto nell’ordine morale e spirituale cui esso appartiene, i sacrifici che si rendono necessari per fa sì che esso non degeneri nella propria tragica caricatura sono parti integranti di una vicenda che solo un pubblico superficiale potrebbe rubricare tra i romance gotici che vanno di moda oggi.,Messa alla prova dalla passione “immorale” di Rocherster, che per non perdere l’oggetto del suo amore sarebbe disposto alla menzogna, e l’austero richiamo morale del cugino Saint John, che gela una sincera religiosità in un ascetismo senza cuore, Jane trova invece una via per rimanere fedele a se stessa.,Il regista Cary Fukugama pedina con uno sguardo di volta in volta pressante o più discreto lo sbocciare del legame tra Jane e Rocherster, i loro scambi all’inizio puntuti, poi sempre più profondi e affettuosi, lo svelarsi reciproco di due anime ferite e orgoglioso, di due cuori intelligenti e intransigenti, tanto più grandi del mondo che li circonda e che proprio per questo si legano indissolubilmente l’una all’altra. ,La bellissima fotografia, la colonna sonora mai ingombrante e sempre efficacissima nel sottolineare le emozioni, ma soprattutto le interpretazioni eccellenti dei protagonisti fanno di questa pellicola un piccolo gioiello capace di fare appello al cuore con una forza senza tempo capace di farci dimenticare che il romanzo sia stato scritto quasi due secoli fa.,Laura Cotta Ramosino