In Io e te dobbiamo parlare, Antonio e Pieraldo sono due poliziotti dai caratteri molto diversi; il primo è intraprendente e sogna azioni in stile film action di Hollywood, il secondo preferisce il lavoro di ufficio. Hanno in comune Matilde, ex moglie di Antonio e ora compagna di Pieraldo. Maria, invece, è la figlia di Antonio e Matilde, molto amata anche da Pieraldo. I due poliziotti, sbeffeggiati dai colleghi per i loro insuccessi professionali, finiscono casualmente sulle tracce di un pericoloso criminale…
Dopo Succede anche nelle migliori famiglie, Io e te dobbiamo parlare è il secondo film del 2024 per Alessandro Siani, che sceglie opportunamente di non far poggiare la storia solo sulla sua figura ma punta su Leonardo Pieraccioni come spalla comica; sono loro due i poliziotti protagonisti, con Alessandro Siani nei panni di Antonio e Leonardo Pieraccioni in quelli di Pieraldo. La coppia, pur molto diversa per stile e recitazione, funziona abbastanza – anche se alcuni scambi di battute tra loro suonano un po’ troppo impostati e non spontanei – e non è escluso che si possa rivedere in qualche altro film. In diversi momenti della storia i due comici strappano più di una risata, soprattutto nelle scene in cui sono coinvolti altri attori comici quali Biagio Izzo, nei panni del ladro-informatore Ettore (la gag insieme a Siani sull’abilità dei ladri di strada è forse la migliore), o Giovanni Esposito, nei panni di Fittipaldi, improbabile svaligiatore di banche con il sogno di andare a cantare a Las Vegas.
Alessandro Siani ha sempre curato molto l’estetica e l’aspetto formale dei suoi film, basti ricordare ad esempio Il giorno più bello del mondo o Si accettano miracoli; Io e te dobbiamo parlare, invece, sembra realizzato più di fretta ma risulta anche più spontaneo di altri lavori del regista e attore partenopeo. Il limite evidente, però, è nella sceneggiatura; la storia, come prevedibile, è più che altro un insieme di gag e il canovaccio poliziesco, che poteva essere un bello spunto, purtroppo si perde in scene poco riuscite come quella della festa in maschera, che è una parodia evidente di Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick, o come la scena iniziale dell’inseguimento sul filobus. Enrico Lo Verso nei panni del criminale Valentino Marsala, non convince, così come Francesca Chillemi in quelli della bella ma corrotta poliziotta Sara, di cui Antonio si innamora. Anche il personaggio di Maria, la figlia ecologista e imbrattatrice di opere d’arte, cui dà il volto Gea dall’Orto è sostanzialmente poco riuscito.
Io e te dobbiamo parlare, che è un successo di queste vacanze natalizie e che permette al pubblico di passare comunque 100′ spensierati, alla fine rimane un’occasione non sfruttata appieno e che lascia più di un rimpianto.
Stefano Radice
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