In Infinite, Evan è un uomo problematico. Soffre di schizofrenia e non riesce a tenersi un lavoro. Un giorno sfugge a un’aggressione e viene salvato da una donna misteriosa. Viene così a scoprire di far parte degli Infiniti, ovvero uomini e donne che si reincarnano da generazioni portando con sé il sapere e le arti dei mondi passati. Gli Infiniti si dividono in Nichilisti (guidati dal cattivo Bathurst) che puntano  distruggere il mondo con la terribile arma denominata Uovo, e Credenti (di cui fa parte anche Evan) che vogliono invece portare pace e salvezza. Tra Evan e Bathrst sarà inevitabile lo scontro…

Prodotto dalla storica Paramount, Infinite è uno sci-fi che doveva passare al cinema ma, causa pandemia, è stato dirottato su Amazon Prime Video. E, viene da dire, forse è meglio così. Diretto da Antoine Fuqua, il film ci presenta l’ennesima versione della lotta tra il bene e il male che attraversa i secoli e che sembra non avere mai fine. Ci sono inseguimenti, lotta, omicidi; il prodotto è ben confezionato, ma manca l’anima. Nessun personaggio colpisce veramente e anche due veterani come Mark Whalberg (Evan) e Chiwetel Ejiofor (Bathurst) in questo contesto svolgono solo il loro compitino mentre dovrebbero scegliersi ben altri copioni. Infinite non è certo costato poco, lo si vede dalla cornice, dalla fotografia curata e dagli effetti speciali di prima fascia ma, per colpire lo spettatore, ci vuole ben altro. Si rischia di annoiarsi nel seguire le varie tappe della storia e anche il duello finale che vede Evan e Bathurst combattere nel vuoto precipitando da un aereo, più che spettacolare, finisce con l’essere stucchevole. Fastidioso anche il product placement sfacciato a favore di Alexa di Amazon…

Aldo Artosin

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