Una splendida storia d’amore nella sofferenza di due persone che si cercano, e si sostengono di fronte ad un dolore che li ha bloccati. Una danza di ombre e di colori, in cui il desiderio di un amore puro ed eterno è sussurrato e mai gridato perché si conservi nel segreto del cuore. Eppure il grido c’è, ed è grande, che si strappi all’effimero ed al sentimento il rapporto con chi ti sostenga sempre; che la mediocrità del mondo non rovini la bellezza di un incontro; che il sussulto che provi nel cuore non rimanga tale ma porti frutti; che ciò per cui si vive, abbia senso e sia rubato alla morte. Un melò struggente, senza baci, senza abbracci, senza sesso né violenza e che punta lucido a quel guazzabuglio che hai nel cuore. Mirabile il finale in cui lui affida il segreto di sé alle colonne di un tempio in rovina, all’Unico che può renderlo eterno e intelligente l’uso dei colori che, molto spesso, in corrispondenza all’animo della silenziosa protagonista, riesce a dire molto più di qualsiasi parola.,Simone Fortunato,