Canadese di nascita, Donald Sutherland non era nemmeno certo di intraprendere la carriera di attore, essendosi laureato a Toronto in ingegneria. Ma avendo anche studiato recitazione, decise di dedicarsi a quest’ultima, con una serie di piccole parti in telefilm, fino a che nel 1967 giunse la grande occasione di sostituire un attore che aveva rifiutato la parte di uno dei soldati galeotti de Quella sporca dozzina di Robert Aldrich. Visto il successo mondiale del film, Sutherland (che intanto recitò in altri film, compreso I guerrieri, insieme a Clint Eastwood) accettò anche la proposta di un altro film dalla particolare ambientazione: era M*A*S*H*, diretto da Robert Altman sulla vita di un ospedale da campo nella guerra di Corea, a fianco di Elliott Gould e Tom Skerritt, film che vinse anche l’Oscar 1970 per la miglior sceneggiatura.

Da quel momento e per i successivi cinquant’anni, la carriera di Donald Sutherland è stata costellata di successi e collaborazioni coi più grandi attori e registi: da Robert Redford al suo debutto dietro la macchina da presa con Gente comune (1980) a Marlon Brando con cui duetta in Un’arida stagione bianca; dal già citato Clint Eastwood a Ken Russell, e poi Paul Mazursky, Oliver Stone, Ron Howard, Anthony Minghella e tanti altri, per non citare Il Casanova di Federico Fellini (1976, anno in cui uscì un altro suo film italiano, Novecento di Bernardo Bertolucci), che diede un’impronta unica alla figura del grande personaggio veneziano.

Tra i suoi film: Una squillo per l’ispettore Klute di Alan J. Pakula (1971), Il giorno della locusta di John Schlesinger (1975), La cruna dell’ago di Richard Marquand (1981), JFK – Un caso ancora aperto di Oliver Stone (1991), 6 gradi di separazione di Fred Schepisi (1993), Space Cowboys di Clint Eastwood (2000),  Ritorno a Cold Mountain di Anthony Minghella (2003), Orgoglio e pregiudizio di Joe Wright (2005), la sala di Hunger Games (2012,  2013, 2014, 2015), La migliore offerta di Giuseppe Tornatore (2013), Ella & John – The Leisure Seeker di Paolo Virzì (2017), Ad Astra di James Gray (2019). Nel 1995 vinse un Golden Globe per la sua interpretazione in Cittadino X.

Dotato di un viso originalissimo, capace di passare dai ruoli drammatici a quelli inquietanti, dalla commedia alla tragedia, Sutherland è uno di quegli attori che hanno lasciato un profondo segno nella storia del cinema del ‘900, ma anche in quella del terzo millennio. Il suo sguardo profondo, a volte ironico a volte allucinato, il suo sorriso che poteva tranquillizzare o diventare una smorfia di derisione o di ferocia sono segni distintivi di un interprete dalla versatilità sconfinata, i cui film non ci stancheremo di rivedere.