Un grave lutto ha colpito il cinema italiano il 12 giugno, con la morte a Roma di Francesco Nuti, presso la clinica Villa Verde dove era ricoverato. Nato a Firenze nel 1955, Nuti è stato uno dei principali interpreti della commedia italiana tra gli anni 80 e 90. Sono quegli gli anni in cui ottiene grandi successi di pubblico per i suoi film e per i suoi personaggi “malincomici”, riuscendo a ritagliarsi un posto di spicco malgrado la “concorrenza” di personaggi quali Roberto Benigni, Massimo Troisi e Carlo Verdone.

Francesco Nuti si fa notare giovanissimo per le sue capacità di cabarettista. A fine anni 70, insieme ad Alessandro Benvenuti e Athina Cenci, fonda il gruppo dei Giancattivi che si fa conoscere grazie a trasmissioni televisive quali Non Stop. Con il trio esordisce anche al cinema nel 1981 con A Ovest di Paperino, per la regia dello stesso Benvenuti. Nel 1982 intraprende la carriera solista ed è protagonista di tre film di buon successo, diretti da Maurizio Ponzi:  Madonna che silenzio c’è stasera (1982), Io, Chiara e lo Scuro con Giuliana De Sio (1983) e Son contento (1983).

Passato dietro la macchina da presa, inanella un successo dietro l’altro. Basti ricordare Casablanca Casablanca con Giuliana De Sio (1985) e ideale sequel di Io, Chiara e lo Scuro, Tutta colpa del Paradiso con Ornella Muti (1985), Stregati sempre con la Muti (1986), Caruso Paskoski (di padre polacco) con Clarissa Burt (1988), Willy Signori e vengo da lontano con Isabella Ferrari (1989) e Donne con le gonne (1991), il suo ultimo successo commerciale.

Da quel momento, infatti, iniziano le difficoltà. L’ambizioso Occhiopinocchio (1994) è un flop dal quale Nuti fa fatica a riprendersi. Seguiranno, Il signor Quindicipalle (1998) con Sabrina Ferilli e Io amo Andrea con Francesca Neri (2000), che si rivelano entrambi discreti successi. Non così, purtroppo per Nuti, Caruso, zero in condotta (2001), snobbato da critica e pubblico. Compare un’ultima volta sul grande schermo in un ruolo drammatico, nella pellicola Concorso di colpa di Claudio Fragasso del 2005, in cui si affronta anche il caso Moro.

Dopo anni difficili, segnati da ansia e depressione, un incidente domestico nel settembre 2006 lo fa cadere in coma per due mesi: si può dire che da allora non si sia più ripreso. Nella sua carriera ha vinto due David di Donatello come miglior attore per Io, Chiara e lo Scuro e Casablanca, Casablanca e un Nastro d’argento per Io, Chiara e lo Scuro.

Francesco Nuti amava la musica e incise diversi album e singoli. Duettò con Mietta in “Lasciamoci respirare”, brano composto da Biagio Antonacci, e nel 1988 partecipò al Festival di Sanremo in gara con “Sarà per te”.

Foto: filmitalia.org

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