In amore niente regole si rifà alle commedie dell’età dell’oro di Hollywood, quelle degli anni ’30 e ’40, alla “screwball comedy” di Frank Capra o di Preston Sturges. Film dove c’è sempre una competizione tra un uomo e un donna, che poi fatalmente finiscono per innamorarsi. Il film è ambientato negli anni ’20 e George Clooney interpreta Dodge Connelly, un giocatore che ormai ha superato da un pezzo i quarant’anni ed è il capitano di una squadra di football professionistico in crisi, composta da materiale umano piuttosto scadente, e in un campionato dove girano pochi soldi. L’unica è trovare un giovane campione che possa attirare nuovo pubblico allo stadio. Dodge lo scova, è Carter Rutherford (John Krasinski), un giovane eroe di guerra, star del football universitario, ma sulle sue tracce c'è anche una giornalista (Renèe Zellweger) poco convinta delle gesta eroiche del campione e in cerca dello scoop che le aprirebbe la carriera. Ovviamente, i due uomini cominceranno a rivaleggiare per la ragazza, dando il via a una serie di siparietti, alcuni gustosi, altri più forzati. Lo sforzo di Clooney, regista e interprete, è encomiabile, vista anche la non immediata appetibilità dell'argomento (non è che il football degli anni '20 vada per la maggiore in America, figuratevi da noi). La sua presenza e quella della Zellwegger dovrebbero dare il giusto richiamo, attraverso i modi “charmant” dell'uno e le grazie dell'altra. Clooney ce la mette tutta e per fortuna è simpatico del suo, la Zellweger al contrario non è favorita dal recitare sempre con la puzza sotto il naso (e come ragazza ormai è poco credibile). Di In amore niente regole si possono certamente apprezzare i dialoghi, alcune scene “slapstick” degne delle comiche del cinema muto, e tutta la ricostruzione, molto accurata e bene ripresa, con un tono color seppia che ricorda i vecchi film. ,Beppe Musicco