In concorso a Berlino nel febbraio 2020, Imprevisti digitali  (in originale Effacer l’historique, che si riferisce all’ambizione impossibile di tante vittime di Internet, di poter passare un bel colpo di spugna sui propri molti errori e sulle loro conseguenze) è firmato dal duo francese Benoît Delépine e Gustave Kervern.

La struttura e il tono sono  quasi quelli una sitcom, con tre protagonisti tragicomicamente immersi nel mondo di Internet e dei social e vittime conniventi delle loro manie. Marie, che nella vita non ha mai lavorato e che è stata mollata da marito e figlio, a furia di spese pazze online si ritrova a vendere i mobili di casa e finisce ricattata per un sex tape frutto di una notte brava (ovviamente nata da un’app). La sua amica Christine è dipendente dalle serie tv e non riesce a capire perché la sua attività di autista non ottiene voti più alti dagli utenti. Bertrand, vittima di ogni sorta di offerta telefonica, finisce per innamorarsi della voce di un call center e andare alla sua ricerca dall’altra parte del mondo… Solo per scoprire che si tratta di una sofisticata intelligenza artificiale e non di una persona reale. Scoperte le reciproche debolezze i tre – interpetati da Corinne Masiero Blanche Gardin e Denis Podalydès – decidono di allearsi, in una lotta evidentemente impari con i giganti del web e il loro strapotere…

Il film non ha un vero e proprio sviluppo, ma è composto di una serie di gag più o meno verosimili (spesso i tre protagonisti sono quasi troppo stupidi perché il pubblico possa tifare per loro), che sono salvate solo a tratti dallo sguardo di umana simpatia che gli autori riservano a questo gruppetto di looser di provincia, di fatto un po’ la sintesi della fragilità collettiva di fronte ai nuovi media. In questo sono aiutati da un cast di professionisti del cinema francese (si nota anche Benoît Poelvoorde, piccolo ruolo anche per Vincent Lacoste) che riescono almeno in parte a salvare i loro personaggi dalla condanna di una coazione a ripetersi, che li fa spesso sembrare dei cartoni animati alla Willy Coyote più che delle persone reali.

Laura Cotta Ramosino