Ne Il teorema di Margherita, la protagonista è Marguerite, brillante studentessa di matematica presso la prestigiosa Ecole Normale Supérieure. Per lei sembra tutto pianificato e la strada spianata verso una scontata affermazione accademica. Tuttavia, il giorno in cui deve presentare una tesi di dottorato a un pubblico di ricercatori, un errore evidenziato dal suo collega Lucas la mette in crisi. Le sue certezze vacillano, così come la fiducia che aveva in lei il suo professore. Marguerite entra in crisi, lascia l’ateneo, e prova a rifarsi una vita con una serie di lavoretti. Si imbatte casualmente in una gara clandestina di Mahjong, gioco cinese molto matematico; inizia a partecipare e a vincere, partita dopo partita, importanti somme. La sua vita, così, inizia a svoltare…

Il teorema di Margherita, diretto da Anna Novion (regista francese autrice de Il viaggio di Jeanne), è un film lineare, classico, senza particolari colpi geniali di regia. Sta anche in questo la sua forza perché lo spettatore riesce a seguire e a immedesimarsi senza fatica nella vicenda di Marguerite cui dà il volto Ella Rumpf, premiata in Francia come miglior rivelazione del 2023. Il tema del film non è solo la passione per la matematica ma come i sogni, se non ben guidati e vissuti, possano trasformarsi in incubi e ossessioni. La smania di affermazione e di successo, che guida all’inizio del film la protagonista, si trasforma ben presto in prigione psicologica e Marguerite ha la forza di riprendersi perché riesce a svoltare e a cambiare vita, all’inizio controvoglia. Comincia lentamente un percorso di riavvicinamento alla realtà perché non si può vivere solo di esercizi e dimostrazioni. In questo un ruolo importante lo ha l’incontro con Lucas (Julien Frison) che da rivale diventa molto più che un amico.  Anche se la storia complessivamente è piuttosto prevedibile nei suoi snodi, incluso il riavvicinarsi alla matematica ma in modo forse più sano, Il teorema di Margherita si fa comunque vedere e non annoia lo spettatore. Presentato al Festival di Cannes 2023.

Stefano Radice

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