Un grande film dal respiro epico che conserva gran parte dello spirito del romanzo di partenza. Grande cast (tra gli altri, Ian Holm nei panni di Bilbo Baggins e uno strepitoso Ian McKellen in quelli di Gandalf; ma sono da citare anche Elijah Wood, Viggo Mortensen, Cate Blanchett, Liv Tyler, Christopher Lee, Sean Astin, Sean Bean e Hugo Weaving), uno stile di ripresa, che sembra guardare al romanzo gotico, spettacolare e un ritmo che non stanca mai.

Il mondo si divide in due categorie: c’è chi ha letto Il signore degli anelli e chi sta cominciando a leggerlo. Merito anche del fascino di un film che, seppur solo in parte, restituisce le suggestioni del testo di partenza. Eppure, anche per un profano di fantasy, può risultare una grande sorpresa il film di Peter Jackson, prima parte di una trilogia che si preannuncia epocale. Orchi ed elfi a tratti possono stancare chi non abbia il genere nelle sue corde, ma è indubbio che quel mondo fantastico sia fatto ad immagine e somiglianza della vita di qui. La speranza del mondo sta nella missione di un “mezzo uomo” che si trova per le mani un anello carico di ambiguità. La sua missione è di portare l’anello in un luogo lontano e pericoloso, per gettarlo nell’unico posto in cui potrà essere distrutto. Ma la fatica del fardello, pesante per un’unica persona, sarà alleggerita da una compagnia di amici fedeli.

Un grande film, girato con uno stile che sembra uscito da un romanzo gotico, per una grande immagine della vita e delle cose che contano: la fedeltà alla propria vocazione e una fiducia incrollabile nel cuore di quella fragile e potente creatura chiamata uomo.

Simone Fortunato