Sam e Frodo si devono affidare a Gollum per trovare il cammino che li conduca sempre più vicini al Monte Fato, mentre il resto della compagnia è a Rohan. Ma Gandalf e Pipino corrono a Gondor: Minas Tirith ben presto sarà sotto l’assedio delle truppe di Mordor, e Denethor, il sovrintendente, non è più in grado di governare, accecato com’è dalla pazzia. La battaglia più cruenta si svolge proprio sotto le mura di Minas Tirith, ma l’arrivo dei cavalieri di Rohan riesce a capovolgere le sorti della battaglia. A questo punto tutto si gioca nel dare più tempo a Frodo, attirando l’attenzione di Sauron altrove. Così, quello che resta di tutti gli eserciti degli uomini si reca al Nero Cancello di Mordor per affrontare in un’ultima battaglia le forze dell’Oscuro Signore.,Giunge al suo compimento la trilogia di Tolkien, dopo tre episodi in tre anni (ma il film ne ha richiesti complessivamente sette!). Nonostante gli sforzi della compagnia dell’Anello, le forze preponderanti del male sembrano poter spazzare definitivamente ogni presenza umana dalla Terra di Mezzo. Perché questo è il volere del malvagio Sauron: annientare tutto quello che ancora ha un legame con la creazione, tutto quello che, attraverso la propria libertà, può dare senso alla realtà; vivendo il presente, seguendo le proprie inclinazioni umane, coltivando il bene nella propria vita. Per difendere tutto questo la forza non basta: ci sarà sempre qualcuno più forte, più violento, più maligno. Ma i pochi che hanno cominciato insieme quella strana e mirabile avventura sanno di dover sperare e confidare nel loro debole e caparbio amico hobbit, che (mai da solo!) si trascinerà verso il suo destino, pronto a sacrificarsi per il bene e l’amicizia che lo lega a tutti. “Il ritorno del Re” è un film dalla straordinaria potenza scenica, dalle impressionanti ricostruzioni plastiche dei luoghi e delle città, dalle battaglie che lasciano senza fiato. Ma è anche il film in cui più profonda diviene la riflessione: che ne sarà della Terra di Mezzo? Riusciranno gli uomini a governarla, senza più la tutela degli elfi e di una figura straordinaria quale Gandalf? Tolkien sa che ognuno ha un suo compito, e che il lavoro che uno comincia un altro concluderà; gli elfi lasciano i boschi che hanno da sempre abitato, un Re siede di nuovo sul trono di Gondor, e Frodo sa che anche il suo posto non è più quello dove e nato e cresciuto. Peter Jackson non poteva letteralmente portare sullo schermo tutta la “metafisica” di Tolkien, ma è riuscito a mostrarne la bellezza anche a chi aveva paura ad accostarsi alle mille e più pagine del libro, conquistando nuovi appassionati e non inimicandosi gi antichi lettori. Questo è il suo grande merito, e di questo bisogna essergli grati. ,