Il sapore del successo  (Burnt)
USA 2015 – 100′
Genere: Commedia
Regia di: John Wells
Cast principale: Bradley Cooper, Sienna Miller, Omar Sy, Matthew Rhys, Emma Thompson, Daniel Brühl
Tematiche: successo, fallimento, cucina, ambizione, realizzazione, sfida, amicizia, amore
Target: Dai 14 anni

Adam Jones, chef di altissimo livello, deve ricominciare da capo dopo fallimenti ed eccessi. Per dimostrare qualcosa agli altri, ma soprattutto a se stesso.

Recensione

Quanti film abbiamo visto su una persona di talento che rovina tutto per il carattere e poi deve ricominciare; e, soprattutto se siamo nel cinema americano, probabilmente ce la fa? Molti, soprattutto in ambito sportivo, ma anche artistico, politico, scientifico… E quanti film abbiamo visto su cuochi tanto estrosi quanto nevrotici? Un buon numero. Di questi tempi, poi, il tema è quanto mai di moda con tutte le trasmissioni che occupano le tv di tutto il mondo, dai consigli sulle ricette ai reality. Il “sapore” non del successo ma del già visto rischierebbe quindi di far capolino subito, nel nuovo film di John Wells, sceneggiatore tv poi passato alla regia prima con le serie (tra cui E.R.) poi al cinema: i suoi precedenti film, il bellissimo Company Men e I segreti di Osage County. Un buon regista, attento all’umanità dei personaggi. Qui, poi, alla sceneggiatura c’è scritto Steven Knight, che dopo aver firmato script per altri (tra cui Piccoli affari sporchi e La promessa dell’assassino) ha diretto Locke. Insomma, nomi non banali.
Come non banale è il film, che vede in Bradley Cooper un protagonista perfetto nei panni di Adam Jones, chef che a Parigi aveva ottenuto celebrità, amore, riconoscimenti e due stelle Michelin. E poi aveva perso tutto, tra eccessi d’ira, di droghe e di sesso. Ne fece spese anche la donna che amava. Adam sparisce dalla circolazione, rovinando il ristorante per cui lavorava. Ricompare, dopo un purgatorio in Louisiana a pulire ostriche (ne conta un milione, una ad una: poi sente di aver pagato il suo debito), a Londra dove va a cercare alcuni tra i vecchi sodali. Che ovviamente non la prendono bene, ma provano a ridargli fiducia, a cominciare da Tony (Daniel Brühl), proprietario e maitre di un locale che ha molto da rinfacciargli (e anche un segreto, mal nascosto). Soprattutto, Adam assembla una squadra di collaboratori di altissimo livello, tra vecchi compagni e nuovi talenti, perché lui non si accontenta mai. E vuol raggiungere il massimo, ovvero la terza stella Michelin. Una vera ossessione, che rischierà di perderlo di nuovo. E di rovinare ancora tutto, compresi i rapporti con le persone; come la collaboratrice e mamma single Helene (interpretata da Sienna Miller), talentuosa quanto bella.
Non c’è molto di nuovo, indubbiamente, nel film di John Wells, che ripercorre parecchi cliché di questo genere di film; compresi i colloqui con un’arguta psicologa (Emma Thompson, che sfoggia la consueta classe). Ogni scena potrebbe far alzare il sopracciglio e farne decretare la furbizia, la ruffianeria, la prevedibilità. Potrebbe, ma si perderebbe la godibilità di un film che fila liscia come l’olio, in cui gli attori fanno a gara di bravura ma senza strafare, dove i caratteri sono ben disegnati e dove qualche spunto (soprattutto sulla necessità di accettare l’aiuto degli altri, e non solo in cucina) e qualche dialogo (per esempio, il duello con il rivale regala alcuni scambi sulfurei e brillanti) vanno a segno con intelligenza. Se Bradley Cooper è sempre più bravo e convincente, come pure i già citati Sienna Miller, Emma Thompson e Daniel Brühl, servono bene le rispettive parti attori anche Matthew Rhys, Omar Sy, il nostro Riccardo Scamarcio (a suo agio in un film internazionale, cosa non facile per un attore italiano) e anche Alicia Vikander, attrice in grande crescita che cesella un piccolo ma decisivo ruolo.
Un tempo commedie ben fatte come queste mettevano d’accordo tutti, oggi va di moda far loro le pulci. E infatti se ne fanno e se ne vedono sempre meno. Ma a saper apprezzare la buona fattura di una commedia adulta, a tratti sentimentale senza essere sdolcinata, non si rimane a stomaco vuoto. Ovviamente, meglio aver mangiato prima in ogni caso.

Antonio Autieri