Ne Il ritorno Teresa vive nella estrema periferia di una città del Lazio insieme a Pietro e al piccolo Antonio. È lei a occuparsi del sostentamento della famiglia con lavori estemporanei, mentre l’uomo pensa più che altro al vizio del gioco. A causa di un gesto estremo ma di autodifesa, Teresa finisce in carcere per dieci anni. Uscita di prigione prova a riconnettersi alla sua vita precedente, con Pietro e Antonio, ma le cose non vanno come nei suoi desideri…

A un anno di distanza da Naufragi, Stefano Chiantini con Il ritorno torna a mettere in scena una famiglia con le sue difficoltà, in cui è la figura femminile quella centrale; in Naufragi era Michela Ramazzotti, nel nuovo film Emma Marrone che, dopo la convincente prova ne Gli anni più belli, conferma anche questa volta il suo talento da attrice. Il cinema ha raccontato spesso storie di rinascite, riscatti e seconde possibilità. In fondo è quello che chiede Teresa, poter tornare ancora insieme a Pietro e soprattutto riconquistare l’affetto del figlio. La vita però non va sempre nella direzione dei nostri desideri e la dura realtà è quella con cui si scontra la protagonista; il carcere le ha tolto non solo la vita che faceva prima ma anche quelle che avrebbe potuto avere dopo. Il film si poggia tutto su Emma Marrone, sui suoi sguardi tra rabbia repressa e sofferenza, sul suo corpo e sui suoi silenzi. La sceneggiatura è secca, asciutta, i dialoghi sono pochissimi, sia con Pietro (Fabrizio Rongione) che con Antonio (Lorenzo Ciamei) che non riesce proprio più a stare con la madre e glielo dice chiaramente.  Il ritorno si caratterizza anche per le tante scene ripetitive che scandiscono la quotidianità di Teresa: i lunghi viaggi per arrivare sui posti di lavoro (nelle serre o in un macello), i ritoni a casa, le cene nel silenzio e senza dialogo con il figlio, la solitudine al momento di andare a dormire. In questo senso il film di Stefano Chiantini è un po’ “claustrofobico”, non respirano i personaggi e neanche gli spettatori, ma riesce a descrivere con discreta efficacia il mondo reale in cui si muove la protagonista. Presentato alla Festa del Cinema di Roma – Alice nella città.

Stefano Radice

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