Manca poco all’inizio della 79ª edizione del Locarno Film Festival, in programma dal 5 al 15 agosto nella città svizzera. La conferenza stampa di presentazione, lo scorso 9 luglio, è stata aperta dalla presidente Maja Hoffmann, mentre il direttore artistico Giona A. Nazzaro ha illustrato il programma di un’edizione che ha registrato oltre 7.000 candidature (+21% rispetto al 2025), dalle quali sono stati selezionati 233 film, di cui 103 anteprime mondiali.

La parola chiave scelta da Nazzaro è stata “curated diversity”, un’idea di pluralità culturale e di sguardi che guida la selezione del festival, con l’obiettivo di offrire una rappresentazione il più possibile ampia delle sensibilità e delle realtà contemporanee.

Il festival si articolerà nelle consuete sezioni, a partire da Piazza Grande, dove troveranno spazio alcune delle produzioni più attese. Tra queste l’italiano Armony di Dario Albertini, con Valerio Mastandrea e Asia Argento; Ich ist ein Anderer (I Is Another) di Felix Randau, con Claes Bang nei panni del massaggiatore personale di Adolf Hitler; The Invite, di e con Olivia Wilde e con Penélope Cruz, Edward Norton e Seth Rogen, che la regista presenterà personalmente a Locarno; Paper Tiger di James Gray, con Adam Driver, Scarlett Johansson e Miles Teller, racconto di due fratelli alle prese con il sogno americano e la mafia russa; Down the Arm of God di Peter Brunner, storia di fede e solidarietà; Demain je tombe amoureux (Love Lessons) di Martin Provost, con Fabrice Luchini, Emmanuelle Devos, Chiara Mastroianni e Carole Bouquet; e Ni vue, ni connue (All About Corinne) di Marc Fitoussi, commedia francese con Isabelle Huppert, Sandrine Kiberlain, Diane Kruger. C’è un po’ di Italia anche ne Il Cileno (The Chilean)  di Sergio Castro-San Martín, coproduzione tra Italia, Cile e Svizzera.

Le tradizionali Proiezioni di Mezzanotte renderanno omaggio ai classici con Cuore selvaggio di David Lynch, Balla coi lupi di Kevin Costner (nella foto) e Taxi Driver di Martin Scorsese.

Il Concorso Internazionale, ha spiegato Nazzaro, è attraversato da tre grandi fil rouge: famiglia, corpo e comunità. Tra i titoli italiani spiccano Alberi erranti di Salvatore Mereu, ambientato in Sardegna; Ketticè di Giovanni Tortorici, prodotto da Luca Guadagnino e interpretato anche da Monica Bellucci, e la coproduzione Lejos de los árboles (Far From the Trees) (Spagna, Perù, Italia), di Meritxell Colell Aparicio. Nell’ambito del percorso dedicato al corpo è stato inoltre evidenziato Thính Giác (Hearing) del vietnamita Lê Bảo, definito da Nazzaro una delle sorprese del concorso: il film racconta la storia di un uomo che lavora come misuratore di decibel negli spazi pubblici.

Accanto al concorso principale torneranno anche il Concorso Cineasti del Presente, dedicato alle nuove voci del cinema internazionale, e le sezioni Pardi di Domani e Locarno Kids Screenings, confermando l’attenzione del festival sia verso gli autori emergenti sia verso il pubblico più giovane.

La giuria assegnerà il Pardo d’Oro, il Gran Premio del Festival e della Città di Locarno, il Premio speciale della Giuria, il Pardo per la migliore regia e due Pardi per la migliore interpretazione, con la possibilità di attribuire fino a due menzioni speciali.

A chiudere la conferenza è stato il CEO del festival Raphaël Brunschwig, che ha ribadito la missione della manifestazione: «Non si sa che strade prenderanno i film usciti di qui, ma l’intenzione del Festival è chiara: creare le condizioni perché i film vengano visti», lasciando sempre spazio alla sorpresa.

Rispondendo alle domande dei giornalisti, Nazzaro ha affrontato anche l’assenza di film iraniani in programma, sottolineando come il festival sia pienamente consapevole della difficile situazione che attraversa il Paese e che, pur non essendo rappresentato nel cartellone, «l’Iran è sempre presente». Brunschwig è invece intervenuto sulla questione dei posti disponibili in Piazza Grande, spiegando che le criticità emerse nelle scorse edizioni sono già state risolte. Infine, entrambi hanno confermato che il festival renderà omaggio a Lili Hinstin, direttrice artistica dal 2018 al 2020 recentemente scomparsa, e a Mauritz, storico proiezionista del Locarno Film Festival, figura simbolo del dietro le quinte della manifestazione.

Eva Anelli