Diego Viani è un ex rapinatore degli anni ’80 che, dopo aver scontato un po’ di anni di carcere, si è rifatto una vita a Ferrara gestendo con la moglie un ristorante. Ha una figlia, Sara, che fa la poliziotta, e un amico, Michele Ragusa, improbabile investigatore privato. Insieme a Ragusa lavora anche il giovane e impacciato Alex, stagista mammone e un po’ fifone. Tutto sembra scorrere tranquillamente in provincia fino a quando non compare Salamandra, ex compagno di banda di Diego, che reclama il bottino dell’ultima rapina. Salamandra viene ucciso e sembra che sia stato proprio Viani a ucciderlo; almeno, così la pensa il commissario Castrone…

Con Il malloppo, il regista Volfango De Biasi – specializzato in commedie quali Natale a Londra, Natale col boss o Una famiglia mostruosa – assembla un cast di noti attori-cabarettisti per portare in sala una commedia gialla, un po’ come accaduto a febbraio con Agata Christian – Delitto sulle nevi di Eros Puglielli. Nel cast troviamo Diego Abatantuono (Diego Viani), Max Angioni (Alex), Antonio Catania (commissario Castrone), Michele Foresta (Michele Ragusa) e Maria Amelia Monti (Lorena, moglie di Diego). Abatantuono e Angioni erano stati insieme anche nel precedente titolo di De Biasi, Esprimi un desiderio.

Se le intenzioni del film sono buone, il risultato non lo è altrettanto. Nel film, soprattutto nella prima parte, non mancano siparietti divertenti ma le battute della sceneggiatura sono troppo prevedibili e affidate al mestiere dei protagonisti che recitano un po’ con il pilota automatico. Nella seconda parte, quando ci si avvicina alla risoluzione del “giallo”, Il malloppo rivela tutta la fragilità di una scrittura poco brillante che neanche la comparsa in scena di Bebo Storti-Veleno risolleva. Il film di Volfango De Biasi, si vede senza fatica ma anche senza entusiasmi e, a nostro avviso, è un buon titolo da piattaforma più che da grande schermo cinematografico.

Stefano Radice

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