Italia centrale, primi anni Trenta. Desiderato da tutte le ragazze del paese, che vengono periodicamente accontentate, il giovane Carlino (Cesare Cremonini) è costretto a “mettere la testa a posto” quando il proprietario della terra dove lavora suo padre promette di concedere vantaggi e privilegi a tutta la famiglia, in cambio di un matrimonio combinato tra il ragazzo e una delle due figlie, in età da marito ma tutt’altro che appetibili. Sicuro di poter continuare comunque la vita libertina di sempre, Carlino accetta di corteggiare le due ragazze ma, al ritorno in casa da Roma della terza sorella (Micaela Ramazzotti), è subito colpo di fulmine. E adesso?,È una ruspante commedia alla marchigiana quella che il prolifico Pupi Avati (un film all’anno, a volte due) serve sul tavolaccio di legno nella solita osteria frequentata dai nostalgici del tempo che fu. Funziona la rievocazione di un’Italia semplice, povera e contadina, ignara – alle soglie della Seconda Guerra Mondiale – di abitare un piccolo mondo antico destinato a sparire. Avati ripercorre episodi della vita dei propri nonni, romanzando di proposito, sempre miracolosamente in bilico tra verismo e grottesco, melodramma e caricatura, secondo una prassi inconfondibile che ne fa un regista-sceneggiatore unico nel panorama del cinema italiano. Era un’Italia cinica, opportunista, meschina e ingenua quella della provincia italiana degli anni Trenta, sembra dire Avati, ma intessuta ancora di valori profondi e autentici; un mondo ormai scomparso in cui le ragazze, le mogli, le madri, grazie al loro “grande cuore” e a un’altrettanta grande capacità di sopportazione, perdonavano e amavano, tenendo unite le famiglie per il bene di tutti.,Film di personaggi più che di storie, garantisce l’alta temperatura emotiva grazie a un solido cast: Avati è bravo soprattutto come direttore d’attori e le scommesse vinte, questa volta, si chiamano Cesare Cremonini (l’ingenuo casanova Carlino), Andrea Roncato (convincente maschera contadina) e Micaela Ramazzotti, perfettamente a suo agio lontano dai set di Paolo Virzì. ,Raffaele Chiarulli,