Pupi Avati torna alle storie di casa, in Emilia. L'imbranato e sensibile Nello, figlio di un padre fin troppo esuberante (un amabile e divertente Giannini) è quasi costretto ad andarsene dalla comoda atmosfera della sartoria per incontrare il mondo e, nella speranza del padre, le donne. Ma chi è troppo sensibile si innamora di tutto (e di tutte), e da tutte viene ferito. Anche quello che agli altri sembra solo un gesto di compassione (innamorarsi di una ragazza cieca), viene vissuto da Nello come il grande e sognato amore, incapace di accorgersi dei progetti che la ragazza non nasconde nemmeno. È una bella storia dai toni melodrammatici, quella di Avati,: un incrocio tra un romanzo popolare ottocentesco e le storie che si raccontavano la sera in campagna intorno al fuoco. Marcorè è azzeccatissimo nel suo essere perennemente spaesato e tuttavia capace di appassionarsi a tutto, in primis nell'insegnare ai suoi studenti. Ma tutto il cast si muove in armonia: Bosetti, la Milo, Giannini e anche un simpatico Nino D'Angelo, il cui barbiere partenopeo meriterebbe una storia tutta per sé. Vanessa Incontrada è bella e fa bene la non vedente, però è doppiata. Proprio non ce n'era un'altra che sapesse anche recitare?