Finalmente, timidamente ma con qualche certezza in più, riparte il cinema in Italia. Dopo gli annunci del presidente del Consiglio Conte, che permetteva le riaperture delle sale cinematografiche dal 15 giugno, pochi esercenti avevano annunciato che avrebbero alzato la saracinesca: per la maggior parte, i troppi paletti imposti dai protocolli sanitari e la mancanza di nuovi film portavano alla certezza di troppi costi e rischi. Ma poi, dopo serrate trattative con le associazioni di categoria, l’ultimo Dpcm pubblicato in Gazzetta Ufficiale nella notte del 12 giugno ha convinto gli esercenti riuniti nell’associazione nazionale ANEC.

Cosa permette la norma comunicata pochi giorni fa? In allineamento con altre attività aperte al pubblico, al cinema ci sarà sì distanziamento (posti alternati, nella sostanza) ma si potrà sedersi accanto ai propri familiari e congiunti. In sala (dove si potranno avere fino a 200 spettatori) va mantenuto «almeno un metro di separazione tra gli utenti, ad eccezione dei componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi o per le persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale».

Non ci sarà poi obbligo di indossare la mascherina quando si è seduti in sala:  tutti gli spettatori dovranno indossarla, dicono le norme, «dall’ingresso fino al raggiungimento del posto (per i bambini valgono le norme generali) e comunque ogni qualvolta ci si allontani dallo stesso, incluso il momento del deflusso». Sarà quindi permesso toglierla una volta seduti.

Inoltre è caduto il divieto per i punti ristoro all’interno dei cinema, che spesso diventa la vera fonte di guadagno e sussistenza: sarà dunque possibile consumare in sala i prodotti acquistati nella struttura cinematografica, sempre nel rispetto delle norme di sicurezza.

I protocolli «accolgono le osservazioni presentate dall’Associazione Nazionale Esercenti Cinema che richiedeva un allineamento con altre attività aperte al pubblico» ha dichiarato Mario Lorini, presidente ANEC che ha ringraziato per questo risultato il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, i suoi collaboratori e la Conferenza delle Regioni aggiungendo che «il cinema in Italia può ripartire uniformemente a quanto avviene nei principali mercati europei, dimostrando di essere pienamente allineato anche sotto l’aspetto della sicurezza degli spettatori e tutela dei nostri collaboratori».

Permane la scarsità di film disponibili: soprattutto di forte richiamo, indispensabili per vincere la concorrenza estiva, in passato molto forte già in condizioni normali, cui si aggiunge quest’anno la comprensibile paura. Ma si avverte in giro una forte voglia di ripartenza: chissà se anche il cinema ne verrà investito, in parte. Sicuramente saranno programmati, un po’ alla volta, i film usciti a ridosso del lockdown (anche se alcuni poco pubblicizzati in quella fase confusa tra fine febbraio e inizio marzo, e non sarà facile che il pubblico ora se ne accorga), subito o tra qualche settimana dando il tempo ad altri cinema di riaprire dopo i primi apripista: per esempio Odio l’estate con Aldo Giovanni e Giacomo, il sudcoreano Parasite che era uscito nuovamente dopo l’Oscar,  da luglio Gli anni più belli di Gabriele Muccino, Volevo nascondermi di Giorgio Diritti (premio miglior attore per Elio Germano al Festival di Berlino) nelle arene il 15 e il 16 agosto e dal 20 agosto nei cinema. Ma saranno disponibili alcuni film che si erano “rifugiati” nelle piattaforme già attive, come Sky o Chili, oppure nate ad hoc come Mio Cinema legata ad alcune sale cinematografiche: sono dati in uscita il tosto I Miserabili di Ladj Ly, Bombshell, con Margot Robbie, Nicole Kidman e Charlize Theron, Il principe dimenticato di Michel Hazanavicius con Omar Sy e Favolacce dei fratelli D’Innocenzo (anche loro premiati a Berlino). E se per l’atteso Tenet di Christopher Nolan (negli Usa appena sliattato, ma do poco, a fine luglio) dovremo probabilmente aspettare fine agosto o settembre, e così per la versione live action del disneyano Mulan, il 22 luglio uscirà il primo blockbuster della riapertura, ovvero il film Pixar Onward, azzoppato in patria dallo scoppio della pandemia. Man mano, noi di Sentieri del Cinema riprenderemo a segnalare con maggior puntualità le novità, rispetto a questi mesi confusi in cui le nuove uscite magari uscivano on line, ma un po’ alla spicciolata (e poco pubblicizzate).

Insomma, non sarà una ripartenza a razzo – sarebbe impossibile, e forse folle aspettarselo o pretenderlo – ma il cinema si rimette in moto. Da oggi, si stima, con un 10% delle strutture per un centinaio di schermi complessivi, tra sale al chiuso e arene all’aperto, che crescerà a ogni settimana (consultate giornali e app e siti ufficiali per sapere dei vostri cinema di riferimento); è previsto sicuramente un più robusto aumento da luglio. Per poi ripartire con forza da Ferragosto, che da anni era il momento in cui il settore si scrollava i pigri mesi estivi. Qui ci sarà da sconfiggere non solo la voglia di aria aperta, dopo i mesi chiusi in casa (perciò molti addetti ai lavori stanno puntando soprattutto sulle arene estive, con il progetto Moviement Village saranno aperte almeno 250 arene in tutta Italia; e qualcuno pure sui drive in che però in Italia sono sempre stati visti come una stramberia). Ma anche la paura. Con quella ci dovremo convivere ancora a lungo. Ma come si recitava il titolo di un vecchio film degli anni 70, la paura mangia l’anima. E il cinema, da sempre, a ogni crisi ha saputo rispondere combattendo la paura. Saprà farlo anche stavolta?

Antonio Autieri