A metà strada le pellicole anni Settanta e Ottanta che esploravano il mondo luccicante e convulso del giornalismo con le sue glorie e le sue meschinità (come Broadcast News- Dentro la notizia) e le commedie lavorative al femminile più recenti (Il diavolo veste Prada, la sceneggiatrice è la stessa) Il buongiorno del mattino resta un po’ al guado tra le due opzioni senza prendere una direzione precisa.,La protagonista Becky Fuller, giovane, carina e completamente dedita al lavoro, rientra nella tipologia oggi imperante nella commedia (sentimentale), la donna lavoratrice di successo, che annulla più o meno se stessa nella carriera, in attesa inconsapevole del principe azzurro di prammatica, qui un giovane produttore che ha la fortuna di lavorare nelle news di approfondimento.,L’arena in cui si gioca il successo a colpi di punti di share è quella dei programmi del mattino, creature ibride tra le news e l’intrattenimento, per lo più dedicati ad un pubblico di mature casalinghe, che mescolano a un’informazione light, previsioni del tempo, gossip, cucina e espressioni più varie della cultura pop. ,L’idea di Becky di costringere, più o meno ricattandolo, il suo idolo di bambina, il giornalista premio Pulitzer Mike Pomeroy (pensiamo a uno dei protagonisti di Tutti gli uomini del presidente con qualche anno, qualche chilo e qualche milione in più), a presentare il programma accanto a una scafata anchorwoman ex Miss Arizona Coleen Peck, è forse solo frutto della disperazione di fronte alle prospettive di chiusura del programma.,Mike, che dal gentile spasimante di Becky è definito “la terza peggiore persona sulla terra”, vive nel ricordo del suo “leggendario” giornalismo di inchiesta (che oggigiorno trova più facilmente spazio sui siti Internet che sulle grandi reti televisive; e infatti lui è a spasso, per quanto profumatamente pagato, da anni) e dello stereotipo del giornalista burbero e geniale ha solo i difetti e anziché dare il suo contributo, fa di tutto per boicottare il programma, che considera degradante per uno come lui.,La trasmissione, per altro, è in continua discesa nell’audience e rischia di essere chiusa per essere sostituita da game show e soap operas, e la missione disperata di Becky diventa quella di salvarla ad ogni costo nel nome dell’informazione, anche se forse per noi l’intervista al cuoco di Celine Dion o il reportage sulle montagne russe hanno ben poco a che fare con il giornalismo d’inchiesta che vorrebbe fare Mike. ,Come già ne Il diavolo veste Prada, i rapporti più interessanti che il film racconta non sono le relazioni amorose, ma quelli professionali, in particolare quello tra la giovane e volonterosa produttrice e la vecchia gloria. A sorpresa, però, sarà proprio il legame che si crea tra i due a dare la spinta decisiva per salvare Daybreak, e sarà proprio Mike a far capire a Becky come la sua dedizione totalizzante al lavoro rischi di farla rimanere, come lui, con nulla in mano e senza una vera vita da vivere. Nel finale, l’eterno dilemma femminile tra lavoro e famiglia viene risolto, anche se forse in modo un po’ buonista, grazie a una frittata. Un piatto umile, spesso fatto di avanzi, ma di quelli che danno conforto affettivo, trasparente metafora di programmi che con il giornalismo puro hanno forse poco a che fare ma che ancora ambiscono a toccare il cuore del pubblico sfruttando al meglio il ricorso al “personale”. ,Laura Cotta Ramosino,