IF – Gli amici immaginari, scritto, diretto e interpretato da John Krasinski, ha come protagonista una ragazzina dodicenne che scopre improvvisamente di poter vedere gli amici immaginari dei bambini, conosciuti come IF (in inglese, Imaginary Friends).
Bea (Cailey Fleming) ha perso in giovane età sua madre a causa di un cancro e alcuni anni dopo suo padre (interpretato da Krasinski) è in ospedale in attesa di un intervento al cuore. Bea è preoccupata, ovviamente, anche se cerca di non darlo a vedere, e rimbrotta suo padre che cerca di alleggerire l’atmosfera ogni volta che lei va a trovarlo. Lei non è più una ragazzina, insiste Bea, ma papà continua a scherzare (sono quelle situazioni in cui il film sembra doverci ricordare che sta cercando di toccare le corde del nostro cuore).
Mentre abita con la nonna (Fiona Shaw), Bea sente strani rumori nella sua stanza e in un appartamento al piano di sopra. Seguendo la pista, vede uno sconosciuto che si intrufola nella camera da letto di una bambina dall’altra parte della strada (se questa scena non appare strana o inquietante, parte del merito è dovuta alla sdrammatizzante colonna sonora di Michael Giacchino). Lo sconosciuto, di nome Cal, è interpretato da Ryan Reynolds, che nonostante sia un adulto che cammina in punta di piedi nella stanza di una bambina, riesce a far sembrare il tutto uno scherzo abbastanza innocente. La trovata è che Cal è una sorta di piazzista di IF dimenticati dai loro bambini, ormai cresciuti. Uno è una creatura grande, soffice e viola di nome Blue (in originale la voce è di Steve Carrell), che vorrebbe trovare un altro bambino, ma che non è mai riuscito nemmeno a farsi vedere da un bambino diverso. A quanto pare, questo è il problema, nelle regole del film: gli IF vengono creati dall’immaginazione dei bambini e, una volta che questi sono cresciuti, sono costretti a vivere un’esistenza solitaria e malinconica con altre creature dimenticate. A dirlo così viene da buttarsi dalla finestra, quindi la storia preferisce distrarci lasciando che Bea, Cal, Blue e la vecchia protagonista dei cartoni animati Blossom (voce di Phoebe Waller-Bridge) incontrino altri personaggi. Alcuni sono abbastanza normali, come l’orsacchiotto fondatore di una casa di riposo per IF, altri sono genericamente strani, come un mostro di melma, un mucchio fluttuante di bolle, un cubetto di ghiaccio in un bicchiere d’acqua e un cane supereroe. Il più intelligente del gruppo è probabilmente una spia di nome Cosmo, che indossa solo un trench con grandi occhi che fluttuano nell’ombra.
Nonostante il talento – sia vocale che davanti alla camera – e alcuni effetti visivi fantasiosi, la caratteristica distintiva del film è il suo snodarsi passando da gag a scene sdolcinate, ma senza avere le idee chiare su dove vuole andare la storia o come intenda arrivarci. IF– Gli amici immaginari è un film strano, ma non abbastanza strano perché gli elementi comici funzionino appieno, e il nucleo emotivo della storia è troppo ricattatorio perché possa sembrare sincero. Una volta che emerge l’idea di tentare di riunire gli IF coi figli dei loro bambini ormai adulti, Krasinski trova finalmente un tema con una risonanza genuina. Non del tutto convincente, dal momento che lo spunto arriva troppo tardi per farci qualcosa di importante, ma almeno l’idea che non smettiamo mai di aver bisogno di conforto e sicurezza, non importa quanto cresciuti possiamo essere, è credibile e funziona.
Beppe Musicco
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