Dieci personaggi si ritrovano per caso, in una terribile notte funestata da un violentissimo nubifragio e da alcuni incidenti d’auto, in uno sperduto motel che ricorda (non a caso) quello di Psycho. A uno a uno, come in “Dieci piccoli indiani” di Agatha Christie, muoiono in circostanze violente: chi è l’assassino? Uno di loro o qualcuno che li ha fatti capitare lì? Curioso, peraltro, il fatto che i dieci siano accomunati dalla data di nascita (sono tutti nati il 10 maggio) e che i loro nomi o cognomi siano uno stato americano… In parallelo, apparentemente senza nesso, si snoda la vicenda di un condannato a morte per omicidi plurimi, che forse è un povero malato di mente. ,In un’azzeccata atmosfera cupa e angosciosa si snoda questo horror che parte bene (si nota la mano di un buon regista: James Mangold si fece notare con Dolly’s Restaurant e Copland) e cita alcuni classici senza supponenza. Poi, come spesso accade a film simili, lo scioglimento dell’intreccio è un po’ deludente e artefatto, anche se tutto sommato è più originale di quanto non sembri a prima vista. E soprattutto, riesce davvero a far paura in alcuni momenti. In ogni caso, un prodotto superiore alla media del genere, che in questo periodo impazza al cinema e in home video.,

Simone Fortunato

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