Primo adattamento cinematografico a tecnica mista dei celeberrimi puffi. Non è un film memorabile. Il regista Raja Gosnell è specializzato in film per ragazzi (sono suoi i due film su Scooby Doo e Beverly Hills Chihaua) e per raccontare qualcosa di nuovo sui puffi, parte dall'unica idea praticabile. Catapultare gli omini blu in una città vera, con persone in carne e ossa lasciando scatenare la fantasia. L'idea è buona ed è alla base di tanti altri adattamenti da celebri personaggi televisivi, il migliore dei quali rimane senz'altro il quarto capitolo cinematografico di Star Trek, Rotta verso la terra, dove Kirk & Co. si ritrovavano, per un incidente spazio-temporale, sulla Terra degli anni '80. Mutatis mutandis, è praticamente la stessa vicenda. I puffi, che in realtà per semplificazioni di sceneggiatura sono solo un piccolo gruppetto, scappano da Gargamella, si ritrovano in piena città e faranno conoscenza del goffo Patrick che aspetta un figlio dalla moglie e lavora per una Crudelia De Mon del campo della moda. Seguiranno equivoci e colpi di scena. Vicenda simile a tanti film per ragazzi anche recenti che uniscono l'animazione in 3D a scene girate con attori veri: basta dare un'occhiata ai vari (e non eccelsi) Hop, Alvin Superstar, I pinguini di Mr Popper per rendersi conto che la formula è un po' sempre la stessa. Canzoncine, balletti (l'insopportabile tralàlà), qualche concessione alla volgarità o ai doppi sensi (Puffetta in versione Marilyn): il film di Gosnell cerca la via più semplice per far sorridere ricalcando i passi dell'animazione minore alla maniera di Madagascar. Rimangono in mente un paio di sequenze, che però fanno tanto merchandising: quella in cui gli omini blu si ritrovano in un negozio di giocattoli e i bambini fanno a gara per accaparrarseli, e l'omaggio a Pejo, le cui tavole sono ammirate dagli stessi puffi. Il resto – la caratterizzazione dei personaggi volutamente sopra le righe, l'ovvietà di molte gag e la prevedibilità delle situazioni, il sentimentalismo diffuso – fanno del film un prodotto d'intrattenimento un po' schematico e poco approfondito, distante anni luce dai capolavori dell'animazione degli ultimi anni ma che sarà “puffato” dai fan duri e puri degli ometti blu.,Simone Fortunato,