Adattamento in chiave moderna di un racconto per ragazzi del 1938 di Richard e Florence Atwater. La storia è molto semplice: Mr. Popper (un Carrey penalizzato dal doppiaggio) è un uomo di successo e che da anni si è allontanato dal padre, esploratore e viaggiatore per il mondo. Anche con la propria di famiglia, le cose non vanno benissimo. Divorziato, due figli preadolescenti che lo ignorano, una moglie (la splendida Carla Gugino) che si sta rifacendo una vita. Una normale, normalissima vita media americana. Poi, l'imprevisto: il padre che lascia in eredità al figlio sei pinguini e questi che seminano lo scompiglio nella vita dell'uomo riavvicinandolo alla famiglia e a un modo sano di vivere. Storia positiva (per quanto un po' ovvia), svolgimento mediocre. Infatti Mark Waters (già regista di Spiderwick) realizza un film sbagliato più che brutto. Sbagliato innanzitutto perché non si capisce a chi possa interessare una storia del genere: troppo “adulta” per i piccoli, e troppo semplice per il pubblico adulto. Il film è confezionato bene e il cast, per quanto non brilli, assolve con dignità il compito. A ben vedere sono i pinguini la sorpresa: in parte veri, in parte rielaborati in computer grafica, sfoggiano un movimento di incredibile realismo e sono uno spettacolo da vedere. Peccato che sceneggiatura e regia non aiutino questi bizzarri attori: gag scatologiche, un ritmo non sempre elevato, personaggi poco riusciti e ancor meno simpatici (la segretaria di Mr. Popper), un antagonista (l'omino dello zoo) poco efficace, un cambiamento psicologico di Popper che avviene in tutta fretta e non è nemmeno troppo motivato. Per non dire di situazioni inflazionatissime come la sequenza d'amore sulla pista di ghiaccio o il tip tap con i pinguini. Il registro sentimental-patetico che trova il vertice nella sequenza della covata dei pinguini è il colpo di grazia. E sì che il film non era partito male: la sequenza iniziale con il piccolo Popper in contatto radio attraverso gli anni col padre, è una bella trovata, resa bene da un punto di vista cinematografico. Il resto, complice anche un abuso dei pinguini come personaggi cinematografici (La marcia dei pinguini, Madagascar, Happy Feet, Surf's Up tutti piuttosto recenti) e la scelta di folle di distribuire una commedia natalizia a metà agosto, sta ben al di sotto di una commedia per ragazzi senza troppe pretese.,Simone Fortunato