Un padre anziano invita i tre figli quarantenni per Natale: chiederà un regalo molto particolare che li spiazzerà e che farà scatenare tensioni tra tutti. Il giorno del Primo Maggio un imprenditore in crisi viene sequestrato da un suo ex dipendente, licenziato a suo dire ingiustamente, che lo minaccia con la pistola per avere la liquidazione mai ottenuta, o in alternativa vendicarsi salvo scoprire che… Durante il pranzo di Ferragosto, due coppie si contrappongono – coatti i primi, colti e snob i secondi – per un presunto stupro causato dai figli degli uni e subito dalla figlia degli altri. La festa di Halloween di un gruppo di bambini diventa l’occasione per un vedovo, vecchio mago arrugginito, per rivedere un antico rivale in amore.

Edoardo Leo e Massimiliano Bruno si dividono i quattro episodi (i primi due Leo, gli altri Bruno) di I peggiori giorni, sequel della commedia in altrettanti episodi I migliori giorni, uscito a inizio 2023. Lo schema è lo stesso: inserire volti popolari in un contenitore di umorismo che alterna sprazzi di umanità patetica a dosi di cinismo insopportabile, credendo di recuperare la formula dei successi dei “padri” della nostra commedia (come Mario Monicelli) che invece nei risultati migliori alternavano il pianto al riso: in questo film non ci si commuove mai, si ride pochissimo e prevale la soluzione agghiacciante (la fine dell’episodio sul Primo maggio) o il sarcasmo banale (la battuta sull’estinzione dell’umanità dell’anziana donna che chiude l’episodio peggiore e più scontato, quello del Ferragosto che sembra un plagio/parodia del capolavoro Carnage di Roman Polanski).

Gli attori si impegnano: oltre agli stessi Bruno e Leo, ci sono Anna Foglietta, Renato Carpentieri, Fabrizio Bentivoglio, Giuseppe Battiston (forse il migliore, ma giocando su corde certo non inedite nel suo repertorio), Claudia Pandolfi, Anna Ferzetti, Neri Marcorè, Ricky Memphis (banalissimo e stravisto il suo personaggio coatto di genitore manesco ma insensibile alla vera educazione dei figli), Rocco Papaleo, Giovanni Storti, Marco Bonini, Antonella Attili, Massimo Wertmüller e le giovani Sara Baccarini e Tezeta Abraham. Ma i dialoghi scontati e le soluzioni pigre e prevedibilissime non li aiutano a dare il meglio di sé. Quanto spreco di mezzi e di talenti.

Che l’umanità sia piena di miserie lo si sapeva anche prima di questo dittico di feste più o meno comandate in cui i due attori-registi-autori (che hanno scritto gli episodi diretti insieme ad altri cosceneggiatori) non hanno lasciato spazio e respiro alle storie e ai propri personaggi, relegando la loro analisi a banali considerazioni da social (una volta si sarebbe detto da bar) o da stracco ritrovo tra parenti o conoscenti amareggiati o incattiviti. Su Bruno non ci siamo mai fatti grandi illusioni: buon caratterista, a tratti divertente (se diretto da altri), come autore e regista delude sempre. Ma da Edoardo Leo, che in genere sceglie bene i soggetti e anche i film da dirigere, possiamo pretendere di meglio.

Antonio Autieri

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