I molti santi del New Jersey racconta il progressivo avvicinarsi alla malavita di Tony Soprano. Lo vediamo prima bambino e poi ragazzo in un periodo di forti scontri sociali tra la comunità afroamericana e quella bianca a Newark alla fine degli anni ’60. Tony ha una grande venerazione per lo zio Dick Moltisanti, italoamericano che, insieme alla famiglia Soprano, è invischiato in giri malavitosi tra scommesse illegali e estorsioni ai negozianti. Tony è un bravo ragazzo, sogna di giocare a football al collage ma l’attrazione per la vita dello zio è più forte di lui…

Alan Taylor porta sullo schermo il prequel della serie cult I Soprano, grazie al soggetto e alla sceneggiatura scritti da David Chase, autore della serie. Chi non ne ha mai visto una puntata, però, non si preoccupi perché il film vive assolutamente di vita propria. Lo spunto originale è quello di far raccontare alla voce fuori campo di Christopher Moltisanti, ucciso nella serie su ordine del cugino Tony, infanzia e gioventù del futuro “padrino”.  I molti santi del New Jersey si articola su più piani. Il primo è quello del rapporto tra Tony e lo zio Dick (Alessandro Nivola); il secondo quello delle dinamiche all’interno delle famiglie Moltisanti e Soprano e il terzo è quello sociale degli scontri che incendiarono Newark nel 1969 con la comunità afroamericana sul piede di guerra contro le discriminazioni subite. I tre piani sono ben equilibrati e si intrecciano in modo convincente perché permettono allo spettatore di seguire bene il percorso inevitabile di avvicinamento di Tony alla malavita, come se a un certo destino non si potesse sfuggire. Nello stesso tempo, però, il film di Taylor descrive bene anche le dinamiche all’interno delle famiglie mafiose italoamericane, chiuse in un modo tutto loro che viene però stravolto dall’arrivo di nuovi gruppi criminali afroamericani e che non capisce che, a livello sociale, molte cose stanno cambiando. Indicativa in questo senso la rabbia di Johnny Soprano, appena uscito dal carcere, quando vede che una villa vicino a casa sua è abitata da una famiglia di colore. Il mondo evolve in peggio, la droga si diffonde e niente sarà più come prima. Anche per Tony, molto ben impersonato da Michael Gandolfini, figlio del grande James Gandolfini che dette il volto al protagonista della serie. Nel cast, convince Vera Fermiga nei panni di Livia Soprano. Doppio ruolo per Ray Liotta che dà il volto a Hollywood Dick Moltisanti e al gemello Salvatore. Il genere gangster, pur molto visitato a livello cinematografico, continua quindi a regalare belle soprese.

Aldo Artosin

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