I migliori giorni è un film in quattro episodi ispirati alle principali festività dell’anno, che vede alla regia Massimiliano Bruno (sono suoi quelli su Capodanno e l’8 marzo) ed Edoardo Leo (Vigilia di Natale e San Valentino). Lo scopo è quello di realizzare una commedia amara che metta alla berlina le ipocrisie degli italiani rispetto ai rapporti personali e alle feste comandate. Si tratta, tra l’altro, della prima parte perché nei prossimi mesi arriverà anche la seconda puntata, intitolata I peggiori giorni.

La Vigilia

Stefania è una parlamentare che alla vigilia di Natale decide di invitare come sempre i suoi litigiosi fratelli Alessandro e Luca; questa volta a dividerli non è la politica – il primo di sinistra, il secondo di destra – ma il Covid e i vaccini con il primo favorevole e il secondo, no. Peccato che Stefania abbia deciso di invitare anche il segretario del suo partito.

In questo episodio, a essere messi sotto la lente di ingrandimento sono i rapporti di famiglia, in particolare quelli tra fratelli che neanche una festa come il Natale, riesce a tenere uniti. Anzi, il 25 dicembre rischia di essere il regno dell’ipocrisia e della falsità. Un episodio che si cala nella contemporaneità raccontando delle divisioni anche feroci che nelle famiglie ha portato il Covid, con i dissidi tra pro vax e no vax. Anche se il livello della sceneggiatura scende quando Alessandro (Edoardo Leo) e Luca (Massimiliano Bruno) si rinfacciano uno di essere un destrorso evasore fiscale e l’altro un fallito di sinistra con l’orecchino, l’amalgama tra gli attori, dove spicca Anna Foglietta nei panni di Stefania, regge discretamente. Voto all’episodio: interessante.

Capodanno

Bruno Armenta è un imprenditore coinvolto in un processo che, per rifarsi l’immagine, decide di andare a prestare servizio alla mensa dei poveri la sera di Capodanno, insieme alla famiglia. Lì trova Alberto, il suo ex autista licenziato su due piedi anni prima e che vuole giustizia.

Neanche Max Tortora (Bruno Armenta) e Paolo Calabresi (Alberto) riescono a tenere a galla un racconto non credibile, che vorrebbe portare a riflettere sulla falsità di chi sarebbe disposto a tutto pur di rifarsi un’immagine pubblica, anche a passare una serata con gli emarginati. Vorrebbe farci indignare per Armenta, un uomo arido e cinico, cui non importa nulla degli altri, neanche di una figlia tossicodipentente. Invece, finisce per infastidire anche per il modo piuttosto finto e superficiale con cui vengono raffigurati emigranti e senza tetto che si ritrovano insieme alla mensa e che a un certo punto ballano in gruppo la macarena (decisamente la scena peggiore del film). Il tutto filtrato dalla videocamera di una giornalista freelance ingaggiata per celebrare Armenta che finisce, però, per riprendere la sua mediocrità. Voto all’episodio: meglio evitare.

San Valentino

Si parla di matrimonio, fedeltà, amore e tradimento nella storia dedicata a San Valentino. Oltre ad alcune riflessioni piuttosto banali su cosa sia l’amore dopo 25 anni di unione, il terzo episodio mette in scena un quadrilatero amoroso piuttosto stucchevole con Sonia (Valentina Lodovini), sposata con Gianni (Luca Argentero, perfettamente a suo agio nei panni del fedifrago), il quale però ha una relazione con Clarissa (Maria Chiara Centorami) di cui è innamorata Daniela (Greta Scarano), guardata con interesse però anche da Sonia… Finale piuttosto scontato con il matrimonio che va avanti (forse), accettando il tradimento dell’altro e anche se l’amore intenso e passionale non esiste più. C’è poi la scelta di Daniela e Clarissa di sposarsi: sarà amore vero o anche in questo caso un compromesso tra due persone che vivono i sentimenti in modo diverso? Voto all’episodio: mediocre.

8 marzo

Non si preannuncia un 8 marzo semplice per la presentatrice tv Margherita: la figlia Erica ha tentato il suicidio e in più gli autori del suo programma – guidati da Paolo – le impongono di chiedere scusa durante la puntata che sta per andare in onda per un servizio offensivo nei confronti delle donne di cui lei, però, non si sente responsabile…

L’episodio sicuramente più interessante è l’ultimo, ambientato dietro le quinte di uno show televisivo di successo. Margherita (molto ben impersonata da Claudia Gerini) è una donna di successo, ambiziosa, tosta e carrierista, disposta a tutto per mantenere la posizione raggiunta. Paolo (un convincente Stefano Fresi), incarna in modo riuscito il classico uomo infastidito dalla bravura e dal ruolo della collega ma che non ha il coraggio di ammetterlo fino a rovesciarle addosso critiche pesanti e spietate per ferirla; con l’invito a chiedere scusa durante la trasmissione, punta a sottoporre Margherita all’umiliazione pubblica. Né la prima e tantomeno il secondo sono quindi “belle” figure, con il desiderio di prevalere uno sull’altra. Massimiliano Bruno è bravo a mettere in scena i confronti e gli scontri di genere e ruolo e soprattutto a immaginare un doppio finale, amaro e sconfortante il primo (che è anche una critica a certi talk show televisivi), più di speranza il secondo quando prende la scena la giovane Carolina (Ludovica Martino) che ha il coraggio di dire a tutti con schiettezza come stiano le cose e, in epoca di #metoo, anche di far capire come le donne vengono ancora oggi considerate e rappresentate. Voto all’episodio: consigliato.

Complessivamente, Massimiliano Bruno ed Edoardo Leo con I migliori giorni raggiungono solo in parte il loro obiettivo di farci riflettere con amarezza sulla società italiana. Non manca la capacità di dirigere un cast così articolato di bravi attori e di graffiare ma i diversi episodi rivelano dei limiti, soprattutto nella sceneggiatura. Un progetto di questo tipo, a nostro avviso, avrebbe richiesto una squadra comune nello sviluppo delle storie, per mettere a confronto idee e sensibilità diverse; invece Leo e Bruno lavorano separatamente, ognuno con il suo team, e questo incide sulla compattezza del progetto che prova comunque a portare in scena un cinema italiano diverso dalle commedie rassicuranti o dal classico cinema d’autore che siamo abituati a vedere.

stefano radice

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