I fratelli De Filippo, Eduardo, Titina e Peppino, vivono in una casa elegante con la madre Luisa. Sono figli non riconosciuti del grandissimo attore Eduardo Scarpetta che loro chiamano zio e che gli trasmette la passione per il teatro. Alla sua morte, l’eredità artistica viene lasciata al figlio Vincenzo che porta avanti la compagnia del padre. L’irrequieto Eduardo sogna di mettersi in proprio coinvolgendo i fratelli. Dopo molti litigi, fatiche e problemi, i De Filippo si mettono insieme facendo la storia del teatro del Novecento.

Sergio Rubini ha lavorato diversi anni con minuziose ricerche per la realizzazione di questo film biografico classico che è soprattutto un grande tributo alle figure di Eduardo, Titina e Peppino. I fratelli De Filippo è solo parzialmente sovrapponibile al recente Qui rido io, incentrato sulla figura di Eduardo Scarpetta, padre dei tre attori che nel film di Mario Martone rimangono in secondo piano. Rubini, che si conferma regista di spessore, si focalizza sui principali risvolti della vita e del percorso artistico dei tre fratelli fino al momento in cui iniziano stabilmente a lavorare insieme. Ne viene fuori un’opera molto curata in ogni dettaglio, un film filologico, preciso e rispettoso nel farci vedere pregi e difetti dei caratteri dei tre protagonisti; emergono molto bene la personalità e le ambizioni di Eduardo e Peppino che nella vita si scontrarono duramente, così come il ruolo di Titina a fare da ago della bilancia tra i due che non sempre sono stati teneri con lei.  Anche se non tutto è perfetto, dalla lunghezza forse eccessiva ad alcune parti non sviluppate bene come il periodo milanese di Eduardo, il film riesce comunque a trasmettere bene allo spettatore la passione per il teatro dei tre fratelli tanto che si vorrebbe che non avessero mai litigato e che avessero continuato a lavorare insieme.

Si è rivelata convincente la scelta dei protagonisti, non molto noti al grande pubblico ma ben calati nelle parti: Mario Autore (Eduardo), Domenico Pinelli (Peppino), Anna Ferraioli Ravel (Titina). Notevole anche l’interpretazione di Giancarlo Giannini nei panni di Eduardo Scarpetta, più misurato e meno istrionico di Toni Servillo in Qui rido io, e soprattutto quella di Biagio Izzo – finalmente lontano da film comici di livello mediocre – in quelli di Vincenzo Scarpetta. Camei per Vincenzo Salemme, Maurizio Micheli e Maurizio Casagrande. Impeccabili le scenografie e i costumi. I fratelli De Filippo, dopo un veloce passaggio al cinema come evento, è disponibile su RaiPlay.

Aldo Artosin

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