Il francese I figli degli altri, di Rebecca Zlotowski, è stato presentato in concorso a Venezia79: Rachel, un’insegnante di letteratura in un liceo parigino (Virginie Efira), si innamora di Alì, un uomo divorziato (Roschdy Zem) e padre di una bambina, Leila. Il ménage tra i due sembra funzionare, la bambina accetta la nuova fidanzata del padre e le si affeziona, la stessa madre (Chiara Mastroianni), non sembra opporsi. Rachel è dipinta come una docente coscienziosa, attenta a che anche gli alunni anche meno interessati abbiano delle possibilità per esprimersi, in modo da raggiungere dei risultati che li facciano sentire realizzati. Di religione ebraica, frequenta la sinagoga ed è affezionata al padre e alla sorella, ma sente che il tempo per lei passa, e vorrebbe un figlio dall’uomo che ama. Ma alla frustrazione di non riuscire a rimanere incinta di Alì, si sommano i primi contrasti sul suo ruolo nei confronti della bambina.

Rachel è consapevole del fatto che potrebbe non essere mai in grado di rimanere incinta, quindi per legare a sé Alì in maniera definitiva, deve convincere Leila a pensare a lei come alla sua nuova mamma. Anche se l’ex compagna di Alì è sempre sulla scena. Così la povera Rachel è consapevole che la sua relazione con Ali, per quanto felice e soddisfatta possa sembrare, è sempre al condizionale. Lui potrebbe rompere con lei ad ogni screzio, mettersi con qualcun’altra e magari avere altri figli. Rachel sa di essere svantaggiata, ma non può permettersi di fare pressione su di lui per un impegno definitivo senza rischiare esattamente quel tipo di rottura. Quindi farsi accettare e voler bene da Leila è ciò su cui si impegna al massimo, anche se sa che Alì preferirà sempre la figlia a lei. Una sorta di triangolo amoroso, molto contemporaneo e doloroso.

La Zlotowski cerca le lacrime, sia per i bambini che per gli adulti; resta il fatto che, rispetto a Rachel, i personaggi sono un po’ bidimensionali. I figli degli altri si sforza di essere un dramma relazionale sincero e per adulti intelligenti, un film triste su tristezze adulte, occasioni perse e ultime occasioni; ma molto indulgente e anche molto prevedibile.

Beppe Musicco