A poco più di un anno dal successo del primo film, giunge inevitabile il sequel I due soliti idioti. Sono sempre i personaggi della fortunata serie televisiva di Mtv a essere riproposti (con alcune entrate e uscite rispetto al primo film), ma stavolta sono ancor più decisamente protagonisti Gianluca e Ruggero De Ceglie mentre tutti gli altri fanno loro da contorno. I De Ceglie senior e junior sono una coppia aguzzino/vittima, in cui il padre laido, corrotto, volgare e sessuomane ne fa di tutti i colori al figlio: vorrebbe impedirgli di sposare una bruttissima fidanzata (di cui non vediamo mai il volto), gli impone di partecipare a un concorso scientifico per prendersi lui i soldi del premio e così sanare i conti con la Finanza da evasore totale qual è; addirittura chiede alle infermiere che lo curano, in coma temporaneo dopo un incidente, di staccare la spina al figlio e così incassare i soldi dell’assicurazione… Salvo poi, una volta svegliatosi smemorato (una delle tante soluzioni riciclate e stantie della sceneggiatura), fargli credere di essere un padre amorevole e interessato solo al bene del figliolo… ,Pur maggiormente strutturato in una trama, non val la pena più di tanto raccontarla tanto è pretestuosa: basti aggiungere che nella ricerca spasmodica dei soldi per tirarsi fuori dai guai (peraltro bastava guardare nel bagagliaio dell’auto rubata a due sicari russi…), vediamo De Ceglie e figlio inseguiti da assassini pazzi, e poi altri personaggi interpretati dal duo comico Maurizio Mandelli – Fabrizio Biggio tra cui due preti rock, due bambini alle prese con esperimenti “tossici”, due pirati della strada, due automobilisti rissaioli. Mentre, nel tentativo di fare meta-cinema e meta-tv, altri “idioti” da loro incarnati sono due spettatori tamarri nel cinema a vedere proprio il film di cui parliamo (annoiandosi a morte…) e due poliziotti di una serie tv che parodizza quelle realizzate dal produttore del film Pietro Valsecchi… Ma ci sono anche altri (pochi) personaggi, da una “badante” sexy interpretata dalla spagnola Miriam Giovanelli al suocero di Gianluca cesellato con classe da un Teo Teocoli che sembra volutamente Mario Monti e che sarebbe bello vedere in film all’altezza del suo talento poco utilizzato al cinema.,Nel sequel ci sono forse più idee rispetto al primo film, che pure faceva ridere solo i fans della serie e delle gag sboccatissime. Anche qui, si calcano i toni con situazioni che dovrebbero essere “oltraggiose”, ma l’umorismo scorretto è un’altra cosa. È abbastanza facile puntare su un turpiloquio continuo che punta alla pancia di spettatori per nulla sofisticati; e se ogni tanto una parolaccia può essere, se ben “assestata”, liberatoria all’ennesimo “vaffa”, “dai c….” e peggio subentrano nausea e saturazione. E sì che qualche idea non mancherebbe: l’autoironia di chi si annoia al cinema al proprio stesso film si è già vista, ma la trovata di vedere sullo smartphone proprio dentro la sala un altro film scaricato è originale (e i tizi filmano anche il film per metterlo su Youtube: chissà se produrranno emulazione…). E anche Mandelli e Biggio sono piuttosto dotati nel rendere tic, manie e squallore di tanti tipi umani. Ma quando lo sguardo sul degrado umano è così compiaciuto ci si insospettisce. Si può apprezzare la scaltra “abilità” di aver rinnovato il genere comico trash puntando su meccanismi simili ai film di Vanzina o Parenti con Boldi e De Sica – che fingono di castigare i costumi ma strizzano l’occhio a chi compie bravate di ogni tipo – ma proponendosi a una generazione anagraficamente molto più giovane, per cui altri film comici sarebbero “vecchi”. Non si può però non sottolineare che cercare di far ridere con bambini che usano droghe o vecchi malvissuti che insultano pargoletti lasci alquanto perplessi (e i più sensibili sicuramente anche disgustati). E se l’autoparodia televisiva è simpatica (ma solo per chi sa che il produttore nei titoli è lo stesso del film), certe citazioni da Karate Kid o perfino da Arancia meccanica fanno irritare ancora di più.,Antonio Autieri