Alla vigilia dell’elezione del 1997, Tony Blair, futuro Primo Ministro inglese, viene accolto a Washington. Vi era già stato da anonimo “turista” per studiare tecniche e strategie della Casa Bianca, ci torna convocato da Bill Clinton, Presidente degli Stati Uniti, che vede in lui un uomo di talento e un sicuro alleato. Tra i due si stabilirà così una “speciale relazione”, politica e umana (sulla scia di una lunga tradizione risalente ai tempi di Churchill): l’uomo di Downing Street inanella una serie di successi politici, crescendo all’ombra dell’ammirazione per Clinton, che dall’altra parte dell’Oceano lo consiglia e lo aiuta. Fino a quando le relazioni, di altra natura, del Presidente Usa nella stanza ovale non ne offuscheranno popolarità e credibilità. Toccherà allora a Blair sostenere l’amico in un momento difficile. Ma quando sulla scena internazionale si affaccerà la questione del Kosovo, la differenza di vedute tra i due leader ne incrinerà, parzialmente, il rapporto. Siamo lontani dalle ideologiche prese di posizione di Oliver Stone, e vicini all’agiografia di Tony Blair. Anche se nel finale sembra esserci una sterzata, quando Blair “tradisce” l’amico e mentore e poi asseconda con decisione il suo successore George W. Bush, visto come il diavolo da mezzo mondo, cinematografico e non. Richard Loncraine (già regista del sobrio Wimbledon e del recente Firewall con Harrison Ford) dirige un reportage politico senza sbavature né sussulti, dove quello che si apprezza maggiormente sono le performance di Dennis Quaid, ben calato nell’insolito ruolo del numero uno americano, e Michael Sheen, che già aveva vestito i panni del Primo Ministro inglese in The Queen, e oramai abituato a prestare il volto a personaggi realmente esistiti (oltre a Blair, il giornalista David Frost in Frost/Nixon e l’allenatore Brian Clough ne Il maledetto United); mentre la sceneggiatura di Peter Morgan (autore anche dell’ultimo lavoro di Clint Eastwood, Hereafter) non riesce a mordere come in altri casi (oltre a The Queen, su tutti spiccano L’ultimo re di Scozia e Frost/Nixon).,Pietro Sincich